Toscana
Pontedera, in pensione lo storico prof del liceo: «Pensate a imparare più che ai voti»
Striscione, doni e citazioni per Luigi Cioni che lascia dopo 41 anni di servizio
PONTEDERA. Uno striscione appeso nell’atrio della scuola. Poche parole blu, giganti, su uno sfondo bianco. Un messaggio: “Buon ultimo giorno prof Cioni”. E la firma di questo saluto è collettiva. Sono gli studenti del liceo XXV Aprile che abbracciano il loro insegnante di religione, Luigi Cioni, a un passo dalla pensione. Un’istituzione, «un prof – dicono i ragazzi – che ci ha sempre spinto a riflettere, leggere, farci domande».
Con lui in cattedra le lezioni scorrevano veloci. E il testimone della conoscenza, anzi meglio del desiderio di conoscere passava, con semplicità e il sorriso, dal docente ai suoi alunni. Dai film alle letture, dalla storia delle religioni all’attualità, gli argomenti trattati e approfonditi erano vari e diversi. «Non ci annoiavamo mai – aggiungono – ci sentivamo capiti, riconosciuti nelle nostre personalità e nei nostri interessi».
Generazioni di pontederesi hanno ascoltato il prof parlare, si sono appassionati e divertiti. Perché è sulla questione del divertimento che Cioni apre nuove orizzonti didattici e approcci relazionali. «Vorrei che da settembre, quando ormai sarò in pensione – dice l’insegnante – i miei studenti si ricordassero quello che ho ripetuto loro infinite volte. Che pensino a imparare e non solo ai voti. Il divertimento consiste nel conoscere. Perché quello che conta sono loro stessi e se apprendono, crescono. Come professori non glielo diciamo mai abbastanza: la parte più bella della scuola sono loro».
E loro, i giovani che hanno festeggiato Cioni l’ultimo giorno, non solo hanno scritto il manifesto ma lo hanno riempito di regalini, di pensieri e di dolci. Spesso, ad accompagnare ogni dono, c’era una citazione del prof, una frase diventata famosa, quasi un tormentone. «Se dite una bischerata che non ho mai sentito vi metto un più», è la dedica che una classe ha riportato sulla glassa della torta che poi hanno mangiato tutti insieme. Del resto in 41 anni di onorata carriera, iniziata con le prime supplenze nel 1981 e il ruolo l’anno successivo all’istituto Curtatone e Montanara, difficile non lasciare il segno. Ancora più complicato, per il prof di religione, tracciare un bilancio. «Intanto sarò a scuola fino al termine degli scrutini. Poi tornerò ad agosto per le sospensioni del giudizio. Solo da settembre smetterò di insegnare». E lascerà i corridoi del XXV Aprile che, con il suo zaino in spalla, ha percorso in lungo e in largo per ben 34 anni. «Ci tengo a sottolineare – spiega – che non chiudo questo capitolo perché la scuola non mi piace più. Certo, è molto cambiata rispetto a decenni fa. Prima era molto più libera. Oggi è lo specchio del mondo in cui viviamo, strutturata con molte più norme, regole e burocrazia da seguire. Ma la bellezza del mio lavoro la porterò sempre con me». Impossibile dimenticare tutti i suoi ragazzi. «Mi dedicherò – racconta – a mia nipote e con più tranquillità ai miei interessi». Cioni sta seguendo molti progetti di volontariato con l’associazione Il Carrubo, fra cui la realizzazione di un asilo beduino, a Gerusalemme, in memoria di sua moglie. «È un’iniziativa onerosa che prevede il raddoppio degli spazi dedicati ai bimbi. Ringrazio una delle mie classi che ha attivato una raccolta fondi per questo scopo», conclude.
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