Toscana
Addio al vescovo emerito Luigi Marrucci: era stato per dodici anni parroco a Terricciola
Originario di Montescudaio, è morto a Civitavecchia, dove aveva guidato la Diocesi
VOLTERRA. È morto Luigi Marrucci, vescovo emerito della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, nato a Montescudaio di cui era anche cittadino onorario. Don Luigi, come si faceva chiamare da tutti, si è spento alle 6, 42 di ieri nella sua abitazione al santuario della Santissima Concezione a Civitavecchia, dove si era ritirato al termine del mandato episcopale e in questa città sarà sepolto.
Aveva 78 anni e da tempo era gravemente malato. A dare la triste notizia alla comunità, l’ex sindaco di Montescudaio, Aurelio Pellegrini, amico fin dall’infanzia di monsignor Marrucci. «Gigi ci ha lasciati. Dopo mesi di atroci sofferenze monsignor Luigi Marrucci, vescovo emerito di Civitavecchia, e montescudaino vero, ci ha lasciati» sono le parole di Pellegrini. «Ci conoscevamo – aggiunge – restano ricordi indelebili di oltre 50 anni di amicizia e di condivisioni vere di vita e di fede». Anche se gli impegni legati al suo servizio avevano portato monsignor Marrucci lontano da Montescudaio, il religioso aveva mantenuto contatti con alcuni compaesani che questa mattina andranno a Civitavecchia. Le esequie mercoledì alle 10.30, nella cattedrale.
Nato il 24 marzo 1945 a Montescudaio nella diocesi di Volterra, monsignor Luigi Marrucci è stato ordinato presbitero il 29 giugno 1970. Il 25 novembre 2010 è stato eletto vescovo di Civitavecchia-Tarquinia e consacrato il 29 gennaio 2011 nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Nel maggio 2011 la Conferenza episcopale italiana lo ha nominato assistente nazionale dell’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali), organizzazione della quale era stato per dieci anni vice assistente. Il 7 febbraio 2015 papa Francesco lo ha nominato membro della Congregazione delle cause dei santi. Dal 18 giugno 2020 è diventato vescovo emerito di Civitavecchia.
Tutta l’Unitalsi esprime un sincero cordoglio conservando un ricordo di don Luigi come un vero pastore e un instancabile fratello.
«Sono contento – diceva – che la mia nomina avvenga nella grande famiglia dell’Unitalsi, una famiglia a me cara. Questa Unitalsi che mi ha fatto capire che la vera santità è incontrare l’uomo. La santità è umanesimo, è attenzione all’uomo, è fermarsi sulla storia dell’uomo. L’Unitalsi, nelle occasioni più felici e in quelle più difficili mi ha sempre aiutato a capire l’uomo».
Tanti gli incarichi ricoperti dal religioso, a cominciare da quello di vicario cooperatore della parrocchia di San Giusto a Volterra (1972-1973), poi parroco dei Santi Filippo e Giacomo di Montaione (1973-1975); di Santa Maria Assunta a Castelnuovo d’Elsa di Castelfiorentino; insegnante nel seminario di Siena, docente dello studio teologico di Firenze, parroco di Terricciola dal 1985 al 1997, canonico abate del capitolo della cattedrale di Volterra.
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