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Pontedera

Le indagini

Pannello crollato sulla Fipili: i periti del pm: «Non fu mai controllato» – Ecco i nomi di chi è a processo

di Pietro Barghigiani
Pannello crollato sulla Fipili: i periti del pm: «Non fu mai controllato» – Ecco i nomi di chi è a processo

Il montante era usurato da tempo, per la Procura nessuna manutenzione. La contestazione mossa ai sei imputati, ciascuno per la propria responsabilità oggettiva riferita al ruolo ricoperto

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PONTEDERA. «Nel corso del tempo si sono formate lesioni microscopiche alla struttura a causa delle sollecitazioni meccaniche (passaggio veicoli e vento) e, in assenza di controlli si sono accresciute, fino a quando il sostegno ha ceduto di colpo». Sono stati i consulenti della Procura (pm Flavia Alemi) nell’ultima udienza del processo per il cartello caduto in Fi-Pi-Li a fornire sostanza alla tesi dell’accusa sull’assenza di manutenzioni del montante poi collassato in superstrada nel pomeriggio del 22 agosto 2018 al km 59 in direzione Firenze. La contestazione mossa ai sei imputati, ciascuno per la propria responsabilità oggettiva riferita al ruolo ricoperto, è quella di aver trascurato le condizioni del cartello, ignorandone in questo modo un ammaloramento progressivo arrivato all’epilogo del distacco. L’accusa è di crollo di costruzioni. Non ci furono feriti nella caduta del cartello che si era staccato dal braccio in alluminio. La conducente di un’auto arrivata a ridosso del punto di contatto pochi secondi l’impatto riuscì a frenare in tempo evitando quella che sarebbe stata un’altra cronaca

A processo, davanti al giudice monocratico, sono finiti l’ingegner Carlo Ferrante, 60 anni, di Firenze, responsabile della direzione viabilità della Città Metropolitana; l’ingegner Michele Rosi, 50 anni, di Tavarnelle Val di Pesa, responsabile di posizione organizzativa di Global Service – rete viaria metropolitana; Maria Cecilia Tosi, 65 anni, di Calenzano, responsabile del dipartimento territoriale della Città Metropolitana di Firenze, competente in ordine alla manutenzione della superstrada; l’ingegner Claudio Nardecchia, 50 anni, di Roma, presidente e amministratore delegato della Rti avente come capogruppo la Avr Spa, affidataria del servizio di Global Service di gestione e manutenzione della Firenze-Pisa-Livorno, dal primo ottobre 2013; il geometra Lorenzo Porciani, 51 anni, di Firenze, direttore tecnico area Toscana – Gestioni e manutenzioni stradali della Rti; l’ingegner Leonardo Graziani, 42 anni, di Firenze, all’epoca direttore del servizio del contratto Global Service di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria della Firenze-Pisa-Livorno.

Per la Procura, ciascuno per il suo ruolo tra Avr e Città Metropolitana, i sei imputati avrebbero ignorato o disatteso le ordinarie condizioni di manutenzione della struttura. Di qui il cedimento della giunzione di saldatura il montante verticale e la traversa orizzontale, «già compromessa dalla presenza di fessure macroscopiche risalenti nel tempo, che si erano accresciute a causa del peso proprio del cartello e del carico affaticante dovuto alla spinta aerodinamica causata dal passaggio di veicoli, soprattutto i mezzi pesanti, e all’azione del vento, e che non erano state tempestivamente individuate attraverso le indispensabili ispezioni, mai previste e, tantomeno, effettuate, né erano state messe in sicurezza» è la tesi dell’accusa.

Prossima udienza a ottobre per sentire i testi delle difese.


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