La manifestazione
Ladri alla Uisp a Pontedera: via oltre 10mila euro dalla cassaforte. «Sapevano dove erano i soldi»
I malviventi entrano non visti dalla sorveglianza e vanno dritti alla cassaforte e rubano più di 10mila euro
PONTEDERA. A colpo sicuro fino alla cassaforte. Che poi hanno aperto con un flessibile. Svuotandola e fuggendo indisturbati con più di 10mila euro. Alla raffica di furti consumati nel centro della città negli ultimi giorni ora si aggiunge il colpo alla sede della Uisp, al civico 12 di via Indipendenza. Quartiere Fuori del Ponte. Non è opera di ladruncoli di periferia, ma di professionisti che prima di entrare in azione hanno studiato tutto nei dettagli. «Conoscevano i nostri uffici e sono andati dritti al punto in cui erano nascosti i soldi, scegliendo anche il giorno preciso in cui nella cassaforte si trovava la maggior quantità di denaro», dice Domiziano Lenzi, presidente della Uisp Valdera.
Il blitz
Posizionata sopra alla porta che conduce agli uffici della Uisp c’è una videocamera di sorveglianza. I ladri lo sapevano, e quindi hanno deciso di entrare da una porta secondaria, sfondandone il vetro. Una volta dentro al quartier generale dell’associazione, i malviventi si sono orientati perfettamente. E hanno anche disattivato l’allarme. Hanno forzato una porta, poi si sono diretti con precisione nel punto in cui sono nascoste le chiavi per aprire un’altra porta. Quella che conduce alla stanza della cassaforte, che però non è visibile a occhio nudo. «Conoscevano ogni angolo di questo posto», prosegue Lenzi. Quindi hanno azionato il flessibile per impossessarsi di tutto ciò che era custodito nella cassetta di sicurezza. «Fa rabbia che qualcuno abbia scelto di colpire proprio noi – dice ancora il numero uno della Uisp Valdera –, che aiutiamo un sacco di persone, offriamo ripetizioni gratuite ai bambini, diamo lavoro a chi si trova in difficoltà, organizziamo iniziative sociali. Togliere i fondi alla Uisp vuol dire toglierli alla collettività. Il furto è sempre un gesto grave, ma fatto a un’associazione come la nostra lo è ancora di più».
La scelta del giorno
C’era un arco preciso di tempo per trovare la cassaforte piena di soldi. Ed era martedì. Fino a ieri mattina. Poi il denaro sarebbe stato portato via dalla sede. «Perché raccolto tutti i soldi di varie iniziative e tesseramenti – spiega Domiziano Lenzi – e questa mattina (ieri per chi legge, nda) avremmo depositato tutto in banca». Ecco perché Lenzi ribadisce che «questo furto è stato messo a segno da chi conosce bene la Uisp».
Lo sfogo
Domiziano Lenzi è un fiume in piena. Il colpo ai danni della Uisp, spiega «è qualcosa che va oltre la criminalità. Non riesco a capacitarmi di come si possa fare del male a una realtà che negli anni sta facendo i salti mortali per garantire una forte risposta sociale sul territorio, fatta di servizi continui in favore delle famiglie in difficoltà economica. Abbiamo appena tirato fuori la testa da tutte le criticità causate dalla fase della pandemia, che ha avuto ripercussioni enormi sulla Uisp, così come su tutte i soggetti che, come noi, operano prima di tutto nell’interesse della collettività. Per essere chiari – continua Lenzi – i soldi che sono stati rubati non sarebbero finiti nelle mie tasche, ma servivano per pagare giovani operatori che ogni giorno, tre le altre cose, garantiscono un sostegno scolastico ai figli dei quelle madri e di quei padri che faticano ad arrivare alla fine del mese».
I sospetti
Nel corso della deposizione al comando dei carabinieri di Pontedera, Domiziano Lenzi ha dato indicazioni alle forze dell’ordine riguardo ad alcuni sospetti da lui maturati nelle ore immediatamente successive al colpo. Su questo – per non complicare le indagini degli uomini del tenente colonnello Carmine Gesualdo – Lenzi preferisce non commentare. «Ringrazio i carabinieri – conclude – per la vicinanza, sperando che arrivino a individuare chi ha commesso il furto».
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