Toscana
Scandalo Keu, la protesta in piazza: «Bonifiche non a spese dei cittadini»
La manifestazione di associazioni e comitati ai cancelli del Green Park
PONTEDERA. «Bonifiche subito, e non a spese dei cittadini».
Cittadini, partiti, comitati e associazioni ancora una volta di fronte ai cancelli del cantiere del Green Park ieri pomeriggio, in risposta all’appello del Comitato No Valdera Avvelenata, protagonista di un nuovo presidio «per denunciare l’insostenibile situazione nella quale hanno piombato il territorio della Valdera e non solo con i rifiuti delle concerie».
Appuntamento che ha visto la partecipazione di numerose sigle politiche e sindacali e non solo, dalla Rete degli Studenti Medi all’Assemblea Permanente No Keu Empoli.
«Solo dei criminali potrebbero pensare di venire a scaricare questi veleni qui, in mezzo alla zona residenziale – ha dichiarato Antonio Piro, del Comitato No Valdera Avvelenata –. Siamo qui oggi per far tenere alta l’attenzione su una questione, quella dell’avvelenamento da Keu di tanti piccoli e grandi siti sparsi per la Valdera e non solo, che qualcuno vorrebbe far passare in sordina, nel silenzio. Ma siamo presenti oggi anche per ribadire una cosa molto semplice che purtroppo non è più appannaggio della cultura politica di questo paese: chi inquina e delinque, paga. E paga di tasca sua anche le bonifiche. Non è accettabile che i costi di un’operazione così vergognosa, che nella sua evoluzione giudiziaria ha visto fra gli indagati esponenti del potere politico e di quello economico, se li debba accollare il pubblico, mentre territori e persone rimangono coinvolte nell’ennesimo ricatto che riguarda la loro salute e vuol vedersi tutelata».
Persone come la signora Daniela, residente in uno dei palazzi proprio di fronte al cantiere, che con la voce rotta dall’emozione ha preso la parola.
«Il giorno in cui io mi scoprivo il tumore al seno, a mio marito lo trovavano alla gola – ha detto. – Chi dobbiamo ringraziare? Da casa mia io me la sono vista tutta, la vicenda di questo cantiere». «Siamo a due passi dalle scuole – ricorda invece Clara, della Rete degli Studenti. – Siamo i figli di un periodo morto, di potenze corrotte, di un terreno avvelenato. Ci meritiamo un futuro e siamo stanchi e anche incazzati. Stanchi di reprimerlo. Stufi di una società che ricerca il profitto dei pochi e lascia a tutti gli altri i suoi rifiuti».
Molti i riferimenti all’ormai noto studio pubblicato settimane fa da Arpat sulle possibili interazioni del Keu con gli agenti atmosferici.
«Studi che ci parlano di pericolosissime ripercussioni possibili per i terreni contaminati da questo materiale, che a contatto con l’umidità può portare alla formazione di cromo esavalente, una delle sostanze più pericolose per la salute umana – ha ricordato Marco Pagli, uno dei portavoce dell’Assemblea empolese, che il 20 e 21 maggio si darà appuntamento al No Keu Fest nella città dell’area fiorentina. – Mentre qui a Pontedera, come d’altronde anche ad Empoli, ancora siamo a manifestare in mezzo a mucchi e teli di plastica».
Presente anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Irene Galletti: «È urgente la bonifica di tutti i siti coinvolti e la Regione deve agire seguendo il principio di precauzione. Si promette, a ormai due anni dai fatti, 97mila euro per uno studio “terzo”. Questo è assolutamente inaccettabile. L’ipotesi di una Terra dei Fuochi toscana deve essere scongiurata».
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