Il Tirreno

Pontedera

L'indagine

Pontedera, attentato contro un imprenditore edile

di Pietro Barghigiani
Pontedera, attentato contro un imprenditore edile

A fuoco nella notte un furgone e un'auto

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PONTEDERA. L’obiettivo primario era il furgone. Poi le fiamme si sono estese e hanno raggiunto anche il fuoristrada parcheggiato accanto. L’unica certezza da cui partono i carabinieri di Pontedera è che l’incendio è di origine dolosa.

È successo alle 4 di sabato 6 maggio in via XXV Aprile a Treggiaia. Il proprietario dei due mezzi – uno inutilizzabile, l’altro con danni più lievi – è un imprenditore edile di origine albanese. Vive nel palazzo al cui piano terra ci sono i garage dei residenti. Furgone e fuoristrada erano stati lasciati nel piazzale come sempre. Una sosta che a fine giornata era la regola per il titolare della ditta attiva nell’edilizia. Il risveglio è stato rumoroso.

«Erano circa le 4 quando sono stata svegliata da un botto» racconta una vicina di casa. Un’esplosione provocata dalla deflagrazione di materiale infiammabile.

L’imprenditore e la moglie sono scesi nel parcheggio cercando di spegnere le fiamme, ma è stata un’impresa proibitiva.

«Questa cosa proprio non ci voleva» ripeteva ieri mattina la donna alle amiche.

Nel piazzale sono arrivati anche i vigili del fuoco che hanno circoscritto il rogo. Per il furgone non c’era più niente da fare, mentre l’auto ha avuto danni alla parte posteriore intorno al paraurti. La natura dolosa dell’incendio è certa.

Ora l’impegno degli investigatori è mettere in fila tutti gli elementi per dare un nome e un movente all’attentato.

Le domande dei militari alla vittima hanno riguardato soprattutto il suo ambiente di lavoro. Screzi personali o legati a questioni professionali sono i contesti che vengono approfonditi. Più difficile pensare a un atto vandalico senza un perché con il bersaglio scelto a casol



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