Trova un uomo sul balcone di casa. Le urla, lo spavento e il lieto fine
L’episodio a Lari: «Stava scavalcando, era salito sul tetto del mio furgone»
LARI. Prima ha sentito le urla del suocero, poi ha visto un uomo arrampicato sulla ringhiera. Pronto a scavalcare sul suo balcone. Con un piede sul tetto del suo furgone parcheggiato sotto casa. È stato un primo maggio indimenticabile quello di Yuri Falchi, titolare del Molly’s Bar, in viale Italia, a Pontedera. Una giornata – e soprattutto una serata – che Falchi ricorderà a lungo. Ma non con felicità.
Le urla
È la serata di lunedì e Yuri è nella sua casa in via Santa Caterina, a Lari. Nella solita palazzina in cui abita anche la famiglia di sua moglie. «All’improvviso ho sentito mio suocero urlare spaventato, e allora sono corso sul balcone», racconta Falchi. La scena che gli si presenta di fronte è assurda. Ma anche inquietante. «Un uomo era salito sul tetto del mio furgone e stava tentando di scavalcare la ringhiera del terrazzo di mio suocero», prosegue il presidente della scuola di tiro con l’arco Arcieri di Sacco, con sede a Ponsacco. Falchi cerca di mantenere la calma e di non farsi vedere spaventato. «Gli ho detto di scendere immediatamente – dice ancora –, e dopo alcuni secondi mi sono accorto che probabilmente non si trattava di un ladro, ma di un giovane che aveva bevuto un po’ troppo».
Tensione
Nonostante sembri scongiurato il rischio ladro, sono attimi di tensione in via Santa Caterina. Falchi perde la pazienza, irritato per il gesto di quel giovane salito sul suo furgone e arrabbiato per una goliardata che di simpatico ha ben poco. «Gli ho detto – riprende Falchi – che stava tentando di accedere a una proprietà privata e quindi più che una ragazzata era un reato penale». Il giovane allora riprende un barlume di coscienza e scende dalla ringhiera prima, e successivamente anche dal tetto del furgone. Nel frattempo arrivano anche alcuni suoi amici che lo caricano in auto e rassicurano Falchi. Lo spavento rientra, la rabbia sparisce e lascia spazio a un lieve disappunto. Gli animi si distendono e arriva il momento del confronto tra i giovani e Yuri Falchi.
Lieto fine
«Mi hanno detto che non voleva scavalcare il terrazzo – spiega ancora Falchi –, ma ho risposto agli amici di quel ragazzo salito sul tetto del mio furgone che dovevano evitare di raccontarmi bugie. Che non avesse avuto l’intenzione di entrare in casa per rubare può anche essere vero, ma che addirittura non stesse per scavalcare la ringhiera del terrazzo è una distorsione della realtà. E a me non piace essere preso in giro». Falchi ha preso anche il numero di targa delle auto del gruppo di ragazzi amici dello scavalcatore, ma dopo averci dormito sopra ha deciso di far prevalere il buon senso. «Per il momento ho deciso di non sporgere denuncia – conclude – perché credo che non sia il caso e perché capisco che tutti da ragazzi abbiamo fatto delle cavolate, soprattutto dopo una serata in cui si è alzato troppo il gomito. Ma lo spavento è stato enorme».
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