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La rapina, le grida e i ladri in fuga: «Così ho salvato l’orefice rapinato a San Miniato»
La fioraia ha sentito le grida del commerciante immobilizzato: «Paola, aiutami sono scappati»
SAN MINIATO. «Mi ha passato le chiavi dalla finestra. Si muoveva a fatica. Lì ho capito che era stato immobilizzato. Mi ha urlato che era appena stato rapinato». Sono da poco passate le 19 di sabato e Paola Meini sente delle grida provenire dal magazzino del suo negozio. Via Tosco Romagnola est, San Miniato.
«Paola, aiuto. Aiutami, sono scappati». Dall’altra parte del muro c’è Leonardo Costagli, titolare dell’omonima oreficeria. Tre banditi sono appena fuggiti con orologi e oggetti preziosi. Sono entrati col volto coperto, uno di loro ha puntato la pistola verso Costagli. «Dacci tutto, muoviti». Poche parole all’indirizzo del commerciante, che è riuscito a mantenere la calma e ha obbedito all’ordine dei malviventi. Che dopo essersi fatti consegnare il bottino hanno lasciato il commerciante immobilizzato dentro al negozio e sono scappati.
Accanto all’oreficeria Costagli c’è la rivendita di fiori di Paola Meini. Le attività hanno una sola parete a dividerle, esattamente dove Paola ha il magazzino. Nella parete si apre anche finestra dalla quale la fioraia può intravedere l’interno dell’oreficeria. E proprio da quella finestra, Paola sente la voce disperata di Costagli.
«Ho capito che stava chiedendo aiuto. Mi ha detto che avrei dovuto aprire la porta del suo negozio perché lui non riusciva a farlo. Dalla finestra mi ha dato le chiavi, e sono corsa fuori per aprire e raggiungerlo». Paola Meini va in strada e di fronte all’ingresso dell’oreficeria Costagli trova un uomo e suo figlio. Hanno suonato il campanello del negozio di Costagli. Un gesto che solitamente è seguito dall’apertura della porta dall’interno, da parte del commerciante. Che però a loro non ha aperto. Nemmeno al secondo tentativo. Sono preoccupati. Perché Leonardo Costagli non apre? Capiscono che c’è qualcosa di strano.
«Gli ho detto – continua Meini – che Leonardo mi aveva passato le chiavi dalla finestra interna, e le ho date al padre del bimbo, che ha subito aperto. Io sono tornata nel mio negozio per parlare di nuovo con Leonardo, tranquillizzarlo e chiedergli se era ferito e quindi se era necessario contattare il 118 per un’ambulanza. Lui mi ha detto che stava bene, ma era evidentemente in stato di choc ».
Se Paola non avesse sentito la richiesta di aiuto, o se addirittura non fosse stata in negozio, chissà quanto avrebbe dovuto gridare ancora il commerciante prima di essere liberato. I carabinieri indagano per trovare gli autori del colpo. «È stata una serata terribile – conclude la fioraia – ma l’importante è che Leonardo stia bene. Ora spero solo che i rapinatori vengano presi e arrestati quanto prima».
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