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Kermesse

Viaggio nel gusto della provincia con la Mangialonga da 800 posti

di Paola Silvi
Viaggio nel gusto della provincia con la Mangialonga da 800 posti

Natura, piatti tipici e vini del territorio protagonisti della diciassettesima edizione. A spasso fra borghi e sentieri: alzato di 200 unità il tetto massimo per le iscrizioni

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PONTEDERA. Cappellino in testa, bicchiere e porta bicchiere al collo. E tanta voglia di godersi la natura, degustando, tra una tappa e l’altra, prodotti e piatti tipici del territorio, ovviamente abbinati ad ottimi vini. Torna, per la 17° volta, tra i sentieri di collina e i borghi del Comune di Pontedera, la Mangialonga. Con la prima data in programma fissata per domenica 14 maggio e una di recupero, in caso di maltempo, prevista per domenica 4 giugno. E con un tetto massimo di 800 posti a disposizione, ben 200 in più dell’anno scorso, stabilito per bilanciare le numerose richieste che già stanno arrivando e la garanzia di qualità della kermesse culinaria più famosa della Valdera.

«La nostra – spiega il vicesindaco Alessandro Puccinelli – è una scelta che punta sulla valorizzazione del territorio e degli operatori e artigiani che lavorano all’iniziativa. È per questo, per tutelare e privilegiare una scelta qualitativa, che abbiamo stabilito un limite di partecipazione. Del resto la Mangialonga è una tradizione molto attesa ma richiede un’organizzazione laboriosa. Ecco che ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno collaborato e contribuito».

E per l’edizione 2023, tre saranno le novità. Dal percorso al concorso fotografico. «Il ritrovo sarà, come d’abitudine – continua Puccinelli – al centro Ippico Lo Scoiattolo, con il servizio di bus navetta gratuito per il ritorno e dieci partenze scaglionate ogni 20 minuti circa, dalle 10 alle 13. Da qui, la passeggiata continua verso il borgo di Treggiaia e la chiesa della Madonna di Ripaia, Val di Lama e Montecastello e, a quel punto, si potrà fare una deviazione di circa 2 chilometri che dà una prospettiva diversa perché prosegue nel bosco. Chi volesse invece continuare su un tragitto accessibile anche ai passeggini potrà rimanere sul percorso principale. In qualsiasi caso entrambi si ricongiungeranno a La Rotta, con la sesta tappa, aggiunta quest’anno, alla fattoria Santa Lucia della famiglia Martini, la settima all’azienda agricola Degli Azzoni Avogadro e l’ultima al Parco fluviale».

In cammino dunque, alla scoperta dei segreti agroalimentari e del verde più autentico. E così le specialità norcine dei maestri macellai Falaschi e Desideri verranno proposte con vini bianchi e rosati. La ribollita toscana sarà esaltata dai rossi giovani. Si gusteranno poi le bruschette con olio extra vergine d’oliva di Col di Conca e di Val di Lama. E quando sarà il turno della porchetta con le patate di Santa Maria a Monte i calici saranno riempiti dai vini Doc Terre di Pisa. Non potevano mancare i formaggi della famiglia Busti e Lischeto, il miele della casina di Michele e i frati del Gruppo culturale Il Mattone accompagnati dal caffè La Cittadella, lo spumante San Colombano della fattoria Uccelliera Fauglia e dai liquori Morelli di Forcoli. “Ce ne sarà per tutti i gusti. Oltre 70 etichette di vino e prodotti di una trentina di aziende dislocate tra San Miniato, Palaia, Crespina e Terricciola. Solo alla ricerca del meglio”, aggiunge Enrico Bimbi, sommelier, storico consulente dell’aspetto enogastronomico. Ci sarà ancora la parte vegetariana e senza glutine. E punti di distribuzione di acqua, di gestione della viabilità e ambulanze allertate.

«Saranno oltre 50 – conclude Puccinelli – i volontari che ci aiuteranno». Dal Gruppo Sportivo Treggiaia rappresentato da Giovanni Baroni, al Cai, con Silvano Ciompi che farà da fil rouge anche con la Randonnée del 21 maggio, fino al gruppo Il Mattone con Marco Salvadori.

 

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