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Pontedera, il costruttore rimuove il Keu nell’area del Green Park

Pontedera, il costruttore rimuove il Keu nell’area del Green Park

La decisione nonostante la sentenza che non gli addebita la bonifica

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PONTEDERA. «Abbiamo tutto l’interesse a liberare l’area e lo faremo, ma questo non significa che ci sia acquiescenza. Vedremo come evolveranno le cause».

A dare una prima conferma dell’avvio delle pratiche per la rimozione della terra contenente Keu ammassata e impermeabilizzata al cantiere del Green Park, a Pontedera, in zona stadio, è Francesco Rossi, amministratore della società che dal 2017 attende di poter completare i lavori.

Una conferma che arriva due giorni dopo le numerose segnalazioni dei residenti attorno al cantiere circa le operazioni da parte di alcuni addetti inviati dalla società a fare nuovi prelievi. «Stiamo predisponendo nuove analisi per studiare le modalità di rimozione del Keu e per capire dove andrà conferito», spiega Rossi, intenzionato a togliersi il problema malgrado la sentenza del Tar di fine marzo, che aveva chiarito come non spettasse ai privati accollarsi la bonifica.

L’idea, però, è quella risolvere e vedere l’evoluzione del processo per capire a chi inviare il conto. Chiarimenti che Rossi concede insieme a uno sfogo: «Politici e curiosi la smettano di entrare e uscire dal cantiere».

Un riferimento poco velato ai tanti che in questi mesi fra foto, video e dichiarazioni hanno a più riprese violato i confini dell’area. Ultimo sopralluogo, ieri pomeriggio, quello del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci insieme al capogruppo locale di FdI, Matteo Bagnoli, e al dirigente provinciale Matteo Arcenni.

«Non si può giocare con la salute delle persone, la situazione è pericolosa. Cosa si aspetta per la bonifica? – chiedono gli esponenti della destra –. Abbiamo presentato un’interrogazione alla Regione per capire come mai non sono partite le bonifiche».

A preoccupare, ancora, sono i risultati del recente studio chimico-fisico sul Keu dell’università di Pisa.

I ricercatori hanno messo nero su bianco come l’illecita gestione e smaltimento del Keu rappresenti un concreto pericolo per la salute dei toscani, l’umidità e la pioggia trasformano il cromo trivalente, di cui è composto il Keu al momento della produzione, in cromo esavalente, ossia in una sostanza cancerogena. Siamo in una zona dove ci sono due pompe di drenaggio di acqua immessa poi negli acquedotti. Sulla questione è intervenuta anche Sinistra Italiana, con una nota.

«Ognuno faccia la sua parte. Il governo si attivi per garantire agli enti locali i finanziamenti per le bonifiche; i parlamentari eletti in questa circoscrizione si facciano garanti per far fronte a questa emergenza; la politica locale si faccia carico di trovare le modalità di gestione e di controllo sul ciclo dei rifiuti. Ai cittadini il compito di non delegare la propria salute». Sempre ieri sul posto sono giunti i militanti del Comitato “No Valdera Avvelenata”, anch’essi sul piede di guerra. «In un paese normale varrebbe un motto molto semplice: “chi inquina paga e va in galera» dicono dal Comitato». l


 

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