Il Tirreno

Pontedera

La storia

Pontedera, Chirion lascia il canile dopo 10 mesi: esaudito il desiderio del preside morto a 59 anni

di Paola Silvi
Nella foto il cane Chirion con Claudio Valleggi
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Nella foto il cane Chirion con Claudio Valleggi

Nuova vita per il pastore corso di 70 chili del pontederese Claudio Valleggi, deceduto a Sanremo. Vivrà in una struttura pistoiese grazie a un amico, Luca Becherini: «Il giorno della tragedia è rimasto sul terrazzo ad aspettarlo...»

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PONTEDERA. Un cane non abbandona mai il suo padrone. Ma vale anche il contrario. Lo dimostra la storia di Chirion, il pastore corso appartenuto all’ex professore dell’istituto Fermi e poi dell’Iti Marconi, negli ultimi tempi preside del liceo Cassini di Sanremo, Claudio Valleggi.

Originario della città della Vespa, Valleggi, a soli 59 anni, è morto lo scorso 8 giugno alla sua scrivania, stroncato da un infarto. Se n’è andato in punta di piedi. Con riservatezza. La stessa con cui era solito occuparsi del grande cagnolone nero.

Amici inseparabili da cinque anni tanto che, sia a Sanremo sia quando tornava a casa, si vedevano sempre aggirarsi insieme come se fossero un’unica figura armoniosa, due vite che si accompagnavano.

Chirion il giorno della scomparsa del preside era rimasto sul terrazzo della loro abitazione ad aspettare invano il suo ritorno fino al mattino successivo, quando i veterinari non hanno potuto fare altro che sedarlo e trasportarlo in canile a Sanremo. Dove è rimasto fino a che non si sono risolte alcune procedure burocratiche.

Finalmente, qualche giorno fa, Chirion è tornato in Toscana, grazie alla tenacia e alla caparbietà di Luca Becherini che con il sostegno di una squadra di amanti degli animali, è riuscito nell’intento non facile e neppure tanto scontato di trasferirlo in un centro specializzato in provincia di Pistoia.

«Dopo dieci mesi trascorsi nel canile Pluto’s di Collette Beulle di Sanremo- racconta Becherini – ce l’abbiamo fatta a riportarlo vicino a casa, in un luogo accogliente in cui posso andare a trovarlo, proprio come avrebbe voluto Claudio».

Luca era amico di entrambi, di Valleggi e di Chirion. «Claudio abitava poco lontano da mia zia e per noi era diventato uno di famiglia. Ho conosciuto Chirion – spiega il pontederese – da cucciolo ed è per questo che si fida di me e si fa avvicinare. Non è una passeggiata gestire ed educare questa razza. Il cane pesa 70 chili e, vivendo solo con Claudio, non era molto abituato a socializzare con i suoi simili. Ma il preside aveva per lui mille attenzioni. Partiva prestissimo in macchina, magari dopo le vacanze passate a Pontedera, per rientrare a lavoro, per non far soffrire il caldo al suo compagno peloso. Mi mandava le sue foto, al mare, mente riposavano. Ho pensato che avrei dovuto fare il massimo per togliere Chirion da quel canile. In qualche modo lo dovevo a lui e a Claudio».

Così Becherini si è rimboccato le maniche e ha incontrato prima il vice sindaco Alessandro Puccinelli, poi Rossella Prosperi, la presidente dell’associazione Amici a quattro zampe di Lajatico. «Mi hanno davvero dato una mano. Ringrazio anche Amelie, Francesca e Eva, la volontaria del canile di Sanremo, senza dimenticare tutte le persone che ho conosciuto in Liguria e che avevano relazioni di affetto con Claudio, e ovviamente i suoi parenti».

Luca è andato un paio di volte a trovare il cagnone e alla fine, tre giorni fa, con un mezzo prestato per l’occasione dall’associazione di Lajatico, si è catapultato a prendere Chirion. «Mi ha subito riconosciuto. Mi ha fatto le coccole e mi ha permesso di mettergli il guinzaglio. L’abbiamo fatto passeggiare e – ripercorre le tappe – trasportato nel suo nuovo alloggio, dove sarà seguito da esperti comportamentalisti e farà un percorso di rieducazione».

Un successo per Luca e un desiderio realizzato. «Scegliere di possedere un cane – aggiunge – è un gesto d’amore che non va mai sprecato. Un animale è per sempre e Chirion mi lega indissolubilmente a Claudio. Quando ci ha lasciato abbiamo adottato la sua gatta Lina ma con il cane la situazione era più complessa».

L’unico rammarico è quello di non poterlo adottare. «Vivo in un appartamento e Chirion, per la sua mole e per la sua indole – sottolinea – ha bisogno di altri spazi e ritmi. Sono felice però perché nella struttura pistoiese posso andare quando voglio e vederlo spesso. Mezz’ora di macchina e sono lì, dal mio amico. Per accarezzarlo, trascorrere del tempo insieme. Perché un cane non tradisce». l

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