Gioco
«Noi volontari degli anni Ottanta», la rimpatriata degli angeli della Misericordia di Pontedera 40 anni dopo le corse in ambulanza
«Quando riuscivamo nell’impresa non stavamo nella pelle dalla felicità così come quando venivano in sede i parenti a ringraziarci perché magari il loro familiare ce l’aveva fatta anche grazie al nostro pronto intervento»
PONTEDERA. Divise rosse, sguardo attento ma sorriso accogliente, pronti a partire per fronteggiare un’emergenza. Una lotta contro il tempo per salvare una vita, senza un medico o un infermiere a bordo dell’ambulanza perché in quegli anni non era previsto e senza un telefono per tenersi in contatto o da cui chiamare se qualcosa fosse andato storto. Avevano diciassette, venti anni. Sogni, speranze e soprattutto tantissima motivazione. Quella che ci vuole per diventare volontario. E loro, i volontari della Misericordia degli anni Ottanta se le ricordano bene quelle giornate lunghe, i sabati e le domeniche di turno, le nottate infinite e un legame indelebile cresciuto mese dopo mese e mai dimenticato. Tanto che sabato 245 marzo si sono ritrovati a Il Cavatappi, a Calcinaia, per una cena amarcord. Per rivivere, tutti insieme, quelle esperienze significative che hanno tracciato legami profondi.
«Eravamo in servizio insieme dal 1975 – spiega Flavio Catelani, uno degli organizzatori – e abbiamo deciso di rivederci. Qualcuno ci ha lasciato prematuramente, qualcun altro si è trasferito fuori regione. A recuperare i numeri ci abbiamo messo quasi cinque mesi ma alla fine eravamo in 18. Sono bastati dieci minuti per ritrovare quella confidenza e quella spensieratezza della giovinezza». Aneddoti, episodi e tasselli di memoria che scorrono veloci tra una risata e l’altra, tra un abbraccio e l’entusiasmo di incontrarsi ancora. «Quasi come se 40 anni non fossero mai passati. Del resto abbiamo condiviso – aggiunge Catelani – momenti dolorosi, tristi ma anche gioie e soddisfazioni. Non abbiamo mai sentito il sacrificio, neppure quando stavamo alla Misericordia interrottamente per 24 ore. Perché ci appagava la missione comune, aiutare chi aveva bisogno».
E in quel periodo davvero gli strumenti tecnologici e gli ausili su cui oggi le associazioni di volontariato possono contare, erano impensabili. «Intanto – spiega Catelani – c’erano pochissimi presidi in Valdera e da Pontedera partivamo per intervenire a Lajatico, Terricciola, Peccioli, Castelfranco, Bientina. Uscivamo anche 15-20 volte a turno».
Instancabili, con tanta voglia di mettersi a disposizione degli altri. «Erano corse contro il tempo – ripercorre il passato il volontario – con chilometri da macinare e grandi distanze. Andavamo alla massima velocità, consapevoli che ogni minuto era prezioso. Non c’era il medico sull’ambulanza e l’unica possibilità era riuscire a portare la persona al pronto soccorso in maniera veloce così da avere qualche chance di salvezza. Quando riuscivamo nell’impresa non stavamo nella pelle dalla felicità così come quando venivano in sede i parenti a ringraziarci perché magari il loro familiare ce l’aveva fatta anche grazie al nostro pronto intervento».
Catelani a vent’anni guidava già il mezzo di soccorso e i colleghi di 16 o 17 vestivano i panni di barellieri. Coraggio, cuore e generosità per non essere sopraffatti dalla paura, per rimanere lucidi, per sconfiggere un tragico destino. «Stare così a stretto contatto ci ha portato a creare relazioni strette, mai interrotte. È stata l’occasione – dice – di passare in rassegna quegli anni, di festeggiare una comitiva unita dalla stessa passione, dagli identici valori e da spirito di squadra». Un'amicizia nata tra i precursori dell'”Organizzazione servizi emergenza” che oggi si chiama Protezione Civile. «Abbiamo ricordato – conclude Catelani – anche chi non è più tra noi come Franco Cioli, Giovanni Cateni, Roberto Novi, Santino Genduso, Stefano Cendi». Erano presenti invece Nunzia Cimmino, Michele Rossi, Claudio Urso, Flavio Catelani, Marco Vanni, Morando Meini, Pietro Marrucci, Roberto Ciardelli, Gino Orsini, Giuseppe Rovini, Maurizio Lupi, Simone Volterrani, Antonio Tallarico, Massimiliano Bandoni, Enrico Gargano, Roberto Sartini, Alessandro e Andrea Morelli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
