Lutto
Rissa al kebab, esposto del Comune di Ponsacco per ottenere Daspo urbani
Consiglio comunale aperto su via Rospicciano. La sindaca: «Il piano in assenza di denunce»
PONSACCO. Un esposto ai carabinieri per arrivare al Daspo urbano. È il piano del Comune di Ponsacco per dare una svolta alla questione sicurezza che grava sulla cittadina del mobile. Un tema legato al palazzo di via Rospicciano, quello abitato da 53 famiglie di origine rom, secondo l’ultima rilevazione resa nota dalla sindaca Francesca Brogi durante il consiglio comunale aperto ai cittadini che hanno invaso l’auditorium Meliani, luogo della seduta straordinaria dell’altra sera. L’intenzione dell’amministrazione è di presentare l’esposto per la rissa alla rivendita di kebab avvenuta alcune settimane fa da cui, però, non sono emerse denunce. «E, in assenza di segnalazioni formali alle forze dell’ordine di episodi di violenza, non può essere emesso il Daspo urbano nei confronti dei responsabili», è stato spiegato dalla sindaca e il vice, Massimiliano Bagnoli, sempre durante l’assemblea. L’idea è che nella rissa siano stati protagonisti alcuni abitanti del condominio delle polemiche, al centro del consiglio comunale aperto. «Secondo noi ci sono le condizioni per individuare gli autori e arrivare a un provvedimento di allontanamento dal comune», ha sottolineato Brogi che ha anche raccontato un altro elemento legato alla rissa avvenuta vicino alla stazione dei carabinieri: «La volante dell’Arma intervenuta è stata quella di Lari, perché i fatti sono successi nel tardo pomeriggio di sabato quando era proprio Lari di turno sul territorio, mentre i carabinieri di Ponsacco avevano chiuso gli uffici. È l’organizzazione delle forze dell’ordine che devono combattere contro la carenza di organico. Il Comune può gestire la polizia municipale che conta otto agenti, suddivisi su due turni fino alle 19».
Parole legate a un altro argomento su cui hanno spinto i consiglieri di opposizione del Movimento 5 Stelle e di Insieme cambiamo Ponsacco, oltre a numerosi interventi del pubblico: i controlli in via Rospicciano e in centro. Dalle parole degli interventi, soprattutto quelli dei cittadini, è emersa una sorta di frustrazione, intimidazione e preoccupazione per alcuni episodi avvenuti nel cuore della cittadina. La richiesta di presidiare il territorio, però, si scontra con i tanti servizi da svolgere e il poco personale a disposizione. Bagnoli ha sottolineato i 53 sequestri di veicoli irregolari messi in pratica l’anno scorso, i 35 pattugliamenti da luglio e le 21 telecamere installate che diventeranno 58 a fine 2023.
Ma c’è anche un altro aspetto che caratterizza questo contesto, gli sfratti e la liberazione del palazzo. Maurizio Bernacchi, intervenendo durante il dibattito, ha sottolineato che «la torre del condominio è abitata e non sembra proprio che siano state sfrattate quattro famiglie. Credo che questa vicenda sia stata sottovalutata, soprattutto all’inizio. Ma quando poi si è trasformata in una bomba sociale non è stato fatto abbastanza». La sindaca, aprendo la seduta, aveva elencato tutte le tappe della storia, compresi i messaggi di posta elettronica certificata (Pec) inviati alle istituzioni per segnalare i problemi che si stavano creando in via Rospicciano dopo gli sgomberi dei campi rom di Pisa e di Cascina a opera del sindaco del Partito democratico, Marco Filippeschi, e della sua collega della Lega, Susanna Ceccardi. Operazioni a cui sono seguiti i trasferimenti a Ponsacco con accordi tra le famiglie e il proprietario dell’edificio tanto contestato. Il consigliere di Insieme cambiamo Ponsacco, Gabriele Tuzza, ha chiesto quando le famiglie rom andranno via. La sindaca ha citato il piano fatto da Comune e Società della Salute finanziato dalla Regione che punta a sostenere economicamente le famiglie considerate fragili per ricollocarle in gran parte della provincia: «Ma sui tempi, essendo una questione fra privati ed essendoci una procedura fallimentare in corso, non possiamo indicarli noi. Deve essere il curatore fallimentare il quale ci ha assicurato che entro fine anno la maggior parte dei residenti avranno lasciato il condominio.
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