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Ponsacco, via Rospicciano: il condominio delle polemiche, la politica e le parole della sindaca
Nervi tesi nell’incontro pubblico organizzato per affrontare la questione del “palazzone” rosa occupato da tempo da decine di famiglie
PONSACCO. «Chiunque abbia messo in giro la voce che il sindaco ha messo le famiglie rom nel palazzo di via Rospicciano ha detto il falso». È uno dei passaggi più significativi dell’intervento fatto dalla sindaca di Ponsacco, Francesca Brogi, avviando il consiglio comunale aperto all’auditorium don Meliani sul condominio delle polemiche, nella serata di martedì 21 marzo. Un appuntamento atteso dalla cittadinanza che ha risposto in maniera rilevante riempiendo la platea.
Del resto il tema è molto sentito nella cittadina del mobile. Da tempo si parla di sicurezza, di gestione delle famiglie e di come saranno ricollocate sul territorio, visti gli sfratti in corso per i residenti, dopo l’avvio della procedura fallimentare per la Futura immobiliare, costruttrice dell’edificio nel 2008. Proprio da quell’anno parte la relazione di Brogi che ripercorre passo dopo passo la vicenda. Dagli sgomberi dei campi rom a Pisa e Cascina all’arrivo a Ponsacco dei primi nuclei familiari. Dalla trafila giudiziaria tra la società e il Comune alle irregolarità che si sono susseguite negli anni. Comprese le lettere inviate alla prefettura per segnalare problemi di sicurezza, l’assenza di pianificazione e coordinamento per controllare un flusso che diventa, via via, una bomba sociale. Ottobre 2019 è il momento dell’apertura di un tavolo permanente su via Rospicciano e nel 2020 la sindaca intavola rapporti con il governo e poco dopo partono i controlli periodici delle forze dell’ordine.
«I Comuni che hanno spostato le famiglie rom lo hanno fatto in barba a ogni modalità di rapporti con le altre amministrazioni. Ma ora siamo alla svolta. Gli sfratti sono partiti, abbiamo ricevuto il finanziamento dalla Regione per la ricollocazione delle famiglie e arriveremo alla liberazione del palazzo. Via Rospicciano troverà la sua fine, ma avrà anche un nuovo inizio».
Poi, in attesa degli interventi dal pubblico, la parola è passata all’opposizione. Anche Gianluigi Arrighini del Movimento 5 Stelle ha voluto ripercorrere alcune tappe della storia di via Rospicciano, citando articoli di giornali locali in cui venivano riportati episodi di criminalità collegati, secondo lui, ai residenti del condominio e al tema della sicurezza a Ponsacco, aggiungendo: «Questa dovrebbe essere una serata in cui ritroviamo l’unità, dimenticando le divisioni», Anche se poi sottolinea che «solo 4 famiglie sono uscite dal palazzo per gli sfratti» e ricorda la rissa al kebab di poche settimane fa. «Poteva essere fatto di più nel corso degli anni – dice ancora – con risultati scarsi rispetto a quello che ci saremmo aspettati».
Pericle Tecce ha esordito con la frase “politiche sbagliate”. Anche l’esponente ex della Lega, ora in Fratelli d’Italia e in consiglio comunale con il gruppo “Insieme cambiamo Ponsacco” cita alcuni passaggi della vicenda, sottolineando l’attività del sindaco di centrosinistra Marco Filippeschi che sgomberò il campo rom di Coltano, dando il via all’esodo di famiglie rom poi confluite a Ponsacco: «A uno degli ultimi consigli comunali chiesi informazioni su chi avesse portato a Ponsacco l’imprenditore costruttore del palazzo. Mi è stato risposto che si trattava di una questione tra privati. Ma tra lui e il Comune c’è una convenzione per la realizzazione del condominio. Era conosciuto ed erano noti i suoi problemi con la giustizia». E ancora: «Dove sono i documenti che indicano l’intervento diretto dell’allora sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, sul trasferimento delle famiglie rom a Ponsacco?».
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