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Pontedera, ambulatori chiusi al Romito: «Mancano gli spazi»

di Paola Silvi
Pontedera, ambulatori chiusi al Romito: «Mancano gli spazi»

Lettera ai pazienti del Romito da parte della dottoressa Rossi

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PONTEDERA. «Gentili signore e signori, vi scrivo queste righe per motivarvi la chiusura dell’ambulatorio del Romito». Inizia così la mail che i pazienti della dottoressa Sara Rossi, che abitano nella frazione di Pontedera, hanno ricevuto ieri mattina. Un testo per chiarire la scelta di spostare l’ambulatorio del martedì dai locali di via Dini, sopra il Circolo Arci a quelli di Treggiaia. La notizia che rimbalza nelle case già da qualche mese è diventata una certezza solo da quando alla porta dell’ambulatorio che Rossi condivide con la dottoressa Valentina Cervi, è comparsa la comunicazione che ufficializzava il trasferimento. E soprattutto da quando le professioniste hanno rescisso il contratto di affitto.

Tutti i tentativi per trattenere i medici messi in campo dai cittadini, sostenuti dalla consulta, dall’associazione proprietaria dell’immobile, dal Circolo Arci, dal Comune e, non ultimo, anche dal Partito democratico che ha sostenuto i residenti e puntato l’attenzione sull’importanza di un presidio sanitario fisso e costante in zona, sono stati vani.

Domani sarà l’ultimo giorno in cui le dottoresse visiteranno al Romito. «Per oltre un anno – scrive Rossi – abbiamo cercato soluzioni per migliorare la situazione attuale. Per noi era fondamentale avere uno spazio in più per lavorare nei giusti modi e un montascale per agevolare l’accesso allo studio alle persone con difficoltà. Insieme all’associazione Il Circolo e all’amministrazione comunale abbiamo tentato ogni possibilità. Con la dottoressa Cervi abbiamo provato a cambiare disposizione delle stanze, come alcuni di voi hanno potuto sperimentare, e abbiamo anche visionato gli ambulatori in fondo al corridoio per capire se poteva essere fatta qualche modifica ma non è stato possibile, purtroppo al piano terra non ci sono stanze utilizzabili come ambulatori».

Rossi elenca i passaggi e ribadisce che la decisione non è stata presa a cuor leggero: «Abbiamo raccolto le vostre tante e giuste lamentele per mancanza di spazio e privacy e alla fine abbiamo deciso di spostare anche l’ambulatorio del martedì a Treggiaia, dopo una lunga riflessione. La variazione sarà effettiva da aprile. Certa della vostra comprensione, vi mando un caro saluto e buona domenica».

Ora spetta alla consulta, che ha indetto per mercoledì un’assemblea e che ieri si è riunita per selezionare i punti all’ordine del giorno, capire se ci sia uno spiraglio per scongiurare quella che sembra essere già una mossa definita.

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