La protesta
Montopoli, muore annegato nel laghetto gestito dal figlio
La vittima è il padre di uno dei responsabili dell’Asd Lago Varramista. Nessun testimone: tra le ipotesi malore o perdita di equilibrio. Il figlio è un pasticcere
MONTOPOLI. Nel silenzio di un laghetto fonte di svago per gli appassionati della pesca, un pensionato è finito in acqua senza avere la possibilità di essere soccorso.
Una morte nella più completa solitudine quella che si è portato via Angelo Reitano, 75 anni, di Paternò (Catania) .
Un dramma avvenuto nella tarda mattinata nello specchio d’acqua che si trova in via Risciolo a Marti. È una storica struttura gestita dall’associazione Asd Lago Varramista, di cui uno dei responsabili è Giuseppe, il figlio della vittima.
La caduta
Come Reitano sia caduto nel laghetto è uno degli elementi al centro delle indagini dei carabinieri arrivati sul posto per un primo sopralluogo.
Un malore che gli ha fatto perdere i sensi o un piede messo in fallo che gli ha fatto perdere l’equilibrio, sono le prime e all’apparenza uniche ipotesi praticabili. Di sicuro il pensionato non sapeva nuotare. Un decesso per annegamento come contesto iniziale e su cui convergono i primi riscontri investigativi.
Il magistrato di turno Aldo Mantovani ha disposto il trasferimento della salma all’istituto di medicina legale per l’eventuale autopsia per capire se è stato un malore a fare scivolare in acqua il pensionato.
Nessuno ha assistito alla caduta in acqua e questo rende più complesso ricostruire gli attimi precedenti alla caduta nel laghetto.
I lavori
Accanto al bordo dove l’uomo ha perso l’equilibrio è stato trovato un secchiello con del cemento. L’ipotesi che stesse facendo dei lavoretti lungo il perimetro del lago è più che plausibile. Un intervento leggero per dare una mano al figlio nella manutenzione dell’impianto.
L’allarme
Il figlio Giuseppe, pasticcere a Fucecchio, all’ora di pranzo non ricevendo risposte al cellulare del papà si è preoccupato. Sapeva di averlo lasciato al laghetto mentre stava facendo alcuni lavoretti. E lì si è precipitato trovando il padre riverso in acqua.
L’allarme al 118 ha portato sul posto un’ambulanza della Pubblica Assistenza e l’automedica. A seguire anche i carabinieri per un caso che a livello di indagini non presenta misteri. Malore o caduta, non ci sono presunte responsabilità di terzi.
Chi era
Prima della pensione, Angelo Reitano aveva lavorato come carpentiere a Paternò dove aveva una piccola ditta artigiana.
Non aveva mai sofferto di particolari problemi di salute, meno che mai di cuore.
Una condizione che ha colto ancora più di sorpresa i familiari per una morte improvvisa che può essere solo ipotizzata come dinamica. Era arrivato in zona a trovare il figlio a fine dicembre e sarebbe ripartito per Paternò tra un paio di settimane. Un soggiorno spezzato per sempre nel laghetto.
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