Sicurezza
Il pitone mangia il pollo con tutta la confezione: intervento “speciale” in una clinica nel Pisano
È successo alla “Sanminianimal”: la chiamata del proprietario e l’operazione (inedita) del dottor Petrini. Le immagini
SAN MINIATO. Oltre due ore di intervento. E un gigante di tre metri per 20 chili disteso sul lettino con una confezione di polistirolo da rimuovere. Alla clinica veterinaria Sanminianimal, a Ponte a Egola, non avevano mai visto nulla di simile.
Poi la chiamata di lunedì, quando una persona della provincia di Massa-Carrara ha contattato il dottor Daniele Petrini, specializzato in interventi su animali cosidetti non convenzionali, chiedendo aiuto per un pitone che aveva scelto di farsi uno spuntino “particolare”. «Il proprietario del pitone – racconta la dottoressa Sara Lelli, direttrice sanitaria di Sanminianimal – aveva tirato fuori dal congelatore una confezione di pollo da cucinare. Il serpente ha sentito l’odore ed è uscito dalla teca per andarselo a mangiare. Ma ha ingoiato tutto, anche la scatola. Questo ha messo l’animale in pericolo ed era necessario un intervento per rimuovere la confezione».
Ma come si opera un pitone che si è appena mangiato una scatola di pollo di quelle che si trovano al banco del supermercato? «Prima di tutto – continua Lelli – è necessario sedare l’animale con un’anestesia. Dopodiché attraverso una sonda è stato individuato l’oggetto da rimuovere, estratto in un secondo momenti grazie ad appositi strumenti in grado di operare solo nella zona interessata senza danneggiare gli organi dell’animale».
E dopo oltre due ore sotto i ferri, il pitone si è svegliato senza più quel peso sullo stomaco. E la domanda sorge spontanea. Quella confezione avrebbe potuto farlo morire. «Teoricamente sì – spiega la dottoressa Lelli –, perché non è detto che sarebbe stato in grado di digerirlo. Molto probabilmente non ce l’avrebbe fatta, e questo avrebbe potuto dare luogo a complicazioni di salute che, col passare del tempo, avrebbero potuto portare l’animale al decesso. Il dottor Petrini ha valutato prima la grandezza dell’oggetto da rimuovere, proprio per capire se era realmente necessario l’intervento. Ma viste le dimensioni della confezione ha deciso di rimuoverla subito senza rischiare».
Il padrone ha ringraziato tutta l’equipe che ha seguito l’intervento andato a buon fine: oltre al dottor Daniele Petrini, hanno operato la dottoressa Paola Leonardi e la collega Marta Bianchi. «Per la nostra clinica – conclude Sara Lelli – è un piacere ospitare un intervento di questa importanza e collaborare, col nostro personale, alla buona riuscita».
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