Il Tirreno

Pontedera

Il volantino della vergogna

Volantini omofobi, Lajatico abbraccia il suo sindaco: «Quello schifo non ci appartiene»

di Tommaso Silvi
Volantini omofobi, Lajatico abbraccia il suo sindaco: «Quello schifo non ci appartiene»

Viaggio nel paese in cui sono comparsi messaggi omofobi contro il primo cittadino. «La politica non c’entra, lui è uno di noi. Dietro a questa storia ci sono più persone»

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LAJATICO. «Qui siamo persone perbene. Quello schifo con Lajatico non c’entra nulla. Non nasce da qui. Alessio è un amico e un bravo ragazzo. Chissene frega della politica, quelle sono offese personali. Siamo tutti con Alessio. Quei volantini non rappresentano neppure un abitante di questo posto».

Nando e la pattuglia dei pensionati del bar La Piazza con la schiettezza di chi il paese lo ha visto crescere e lo difende come un figlio. Andrea mentre impacchetta una copia del Tirreno nell’unica edicola del borgo e la consegna a un uomo di mezza età che annuisce con la testa. Sara dalla cassa del negozio di abbigliamento della mamma. Paola tra un taglio di prosciutto e una sistemata al banco che accoglie delizie da mangiare cucinate come una volta.

A Lajatico stanno col sindaco: lo dicono tutti. E soprattutto stanno dalla parte opposta di quei volantini portati in Comune per l’affissione martedì mattina da un uomo – nome e cognome verranno riferiti presto alle forze dell’ordine – e firmati Forza Nuova Pisa, formazione di estrema destra. C’è scritto “Lajatico ha bisogno di figli, non di omosessuali. Sindaco dimettiti”. Parole terribilmente folli. Un concentrato di discriminazione senza senso e bassezza intellettuale che è stato stoppato dagli uffici comunali.

Ma quel volantino è stato pubblicato – e poi rimosso – anche sul gruppo Facebook del paese, accompagnato dallo slogan Contro i traditori interni ed esterni Forza Nuova unica soluzione. Da un profilo con nome fasullo. Vigliaccheria allo stato puro.

Sotto i riflettori

Il caso in poche ore è salito alla ribalta nazionale. La politica toscana e non solo si è stretta – da destra a sinistra – attorno ad Alessio Barbafieri, 46 anni, agronomo con una laurea in scienze matematiche-fisiche-naturali e una grande passione per la politica. È sindaco dal maggio 2014. Ora tutti parlano di Lajatico e della schifezza omofoba indirizzata a Barbafieri. Ma a Lajatico che si dice? Come si sente una comunità di 1.270 persone sparata in un attimo sotto il bagliore della luce mediatica per quelle frasi che trasudano odio? «Siamo arrabbiati. Quel volantino non attacca solo il sindaco, ma offende tutti noi. Qua ci conosciamo tutti – dice Sara Bartolini dal negozio Vale abbigliamento – e non è mai successo nulla di simile. Con quella roba non c’entriamo niente». Lajatico sembra quasi non reggere il peso della gravità del volantino a firma Forza Nuova. È troppo per un paese così piccolo. Da queste parti si vive di rapporti diretti, di battibecchi faccia a faccia e di chiarimenti di fronte a un bicchiere di vino all’orario dell’aperitivo.

I sospetti del paese

Gente genuina, ma con gli occhi e le orecchie sempre ben aperti. «Non è la prima volta che Alessio viene attaccato a livello personale. Da settimane – racconta Paola Bartalucci – sui social circolano foto e post ambigui. Il volantino è stato l’apice, ma non è esattamente un fulmine a ciel sereno, purtroppo. Commenti? Cosa devo commentare, sono parole senza senso e piene di cattiveria». Il paese è piccolo e la gente mormora: i proverbi resistono nel tempo perché racchiudono la verità. E anche Lajatico mormora. In diversi – che preferiscono non apparire con nome e cognome proprio perché Il paese è piccolo e la gente mormora – dicono di immaginare l’origine dell’attacco al sindaco. L’uomo che ha portato i volantini in Comune non avrebbe fatto tutto da solo. Ma le indagini le faranno le forze dell’ordine non appena Barbafieri presenterà denuncia ai carabinieri. «Se ne sta occupando il mio avvocato, Stefano Del Corso – fa sapere il primo cittadino – e presenteremo un esposto dettagliato entro la fine della settimana. Poi ci penseranno gli organi competenti».

L’odio che unisce

Qualcosa di buono quel volantino in verità lo ha fatto. Ha unito. Resta il messaggio indegno, ma a questo da martedì si è aggiunto un sentimento trasversale di vicinanza al sindaco che ha scavalcato ideologie e schieramenti. Nella politica locale, ma anche tra gli abitanti di Lajatico. Perché anche tra poco più di mille anime ci sono frizioni e divergenze di pensiero, simpatie e antipatie. Non questa volta però. Perché nessuno rammenta neppure minimamente l’operato di Barbafieri sindaco. Questa storia riguarda Alessio, il bimbo del paese. «Me lo ricordo da piccolo quando veniva a giocare nel mio orto. Siamo parenti, l’ho visto crescere. Ognuno nella propria vita privata fa quello che vuole – spiega Fernando Signorini seduto su uno sgabello e appoggiato col gomito al bancone del bar – e nessuno deve permettersi di giudicare, tantomeno di discriminare. Quel volantino ha fatto male ad Alessio e siamo tutti dispiaciuti. La vicenda della scuola media che rischia di sparire per i pochi bambini (dal prossimo anno non verrà formata la classe prima, la notizia è stata data dal sindaco alle famiglie del paese nella giornata di lunedì e ha scatenato un po’ di agitazione nel borgo) non c’entra niente. Usarla come “scusa” per dire quelle cavolate è assurdo. Chi ha fatto i volantini con Lajatico non ha niente a che fare».

Voglia di dimenticare

Tra le stradine che affacciano sul verde della Valdera c’è la voglia – ruvida e verace – di gridare chiaramente al mondo che l’odio stampato su quei pezzi di carta non fa parte di questa comunità. «Ma figuriamoci – taglia corto l’edicolante Andrea Pantani –. Le discussioni esistono nella vita di tutti i giorni, anche in un piccolo paese ci sono elementi che dividono. Ma ora c’è solo da manifestare solidarietà ad Alessio». «E adesso speriamo che finisca tutto presto», dice la mamma di Sara Bartolini, perché vogliamo continuare a vivere tranquilli. Mi auguro che l’episodio di ieri mattina (martedì per chi legge, nda) finisca presto nel dimenticatoio. Il sindaco deve farselo scivolare addosso, qui nessuno pensa quelle cose». Se non fosse chiaro, Fernando ribadisce il concetto. «Lajatico è un bel posto e ci si vive bene. Alessio lo sa, e sa anche che siamo tutti con lui».l


 

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