Gioco
La Casa del Fascio di Lugnano interessa a un gruppo di imprenditori: il costo e i dettagli dell’operazione
Dopo due tentativi andati deserti, prezzo in calo del 10%: e stavolta dall’asta dovrebbe uscire un acquirente
VICOPISANO. Torna di nuovo in vendita la Casa del Fascio di Lugnano, l’immobile storico e vincolato ma anche fatiscente e bisognoso di ristrutturazione, da tempo inserito nel piano delle alienazioni del comune di Vicopisano. E stavolta potrebbe anche essere la volta buona, dopo che sono andate deserte le due precedenti aste. In primo luogo perché, diversamente dal passato, sembra che un gruppo imprenditoriale sia seriamente interessato al recupero dell’edificio che, nel Ventennio è stata anche sede del Partito Fascista. Poi perché la basa d’asta è stata ulteriormente ribassata del 10%: per acquistarlo, infatti, stavolta si parte da 244.620 euro.
È quasi tutto nero su bianco nella determina pubblicata dal 2 febbraio all’albo pretorio del Comune di Vicopisano: manca, però, la data precisa per la consegna delle offerte, che sarà definita nei prossimi giorni, ma la finestra sarà comunque più che congrua per valutare l’investimento dato che per decidere se partecipare o meno, ci sarà comunque tempo fino alla seconda metà di marco.
Vero che poi saranno necessari investimenti consistenti (si stima attorno al milione di euro) per renderlo abitabile. Ma l’occasione potrebbe, comunque, essere ghiotta: chi l’ha acquista, infatti, avrà a disposizione un’immobile di tre piani, oltre a una piccola altana, un’appendice a piano terra e a un resede su due dei quattro lati dell’immobile per complessivi 548 metri quadri a cui potranno essere aggiunti ulteriori volumi in sostituzione di quelli demoliti in passato arrivando fino a 815 metri quadri da destinare a “residenze e servizi privati”.
Un’occasione anche per il Comune di Vicopisano, già adesso impegnato in importanti investimenti nella frazione: «Se l’operazione andasse in porto, tutte le risorse saranno reinvestite a Lugnano dove, già adesso – spiega il sindaco Matteo Ferrucci – abbiamo in progetto importanti opere quali l’ampliamento del cimitero, la nuova illuminazione sulla ciclabile fra la frazione e Noce e la realizzazione di un nuovo parcheggio in via Battisti».
Sarebbe la conclusione di una vicenda che si protrae ormai da oltre venti anni, praticamente dal 2000, ossia da quando l’amministrazione comunale trovò un accordo con l’Agenzia del Demanio per entrare in possesso dell’edificio allo scopo di usarlo come risposta all’emergenza abitativa. Da lì l’idea di un project financing naufragato, però, nel 2014, con la società vincitrice del bando che rinunciò riconsegnando l’immobile al Comune. Da allora la Casa del Fascio è in decadenza, tanto che in passato sono stati necessari anche interventi da parte dei vigili del fuoco. l
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