Gioco
Castelfranco, muore a 68 anni storica segretaria delle società di calcio della zona
Linda Rossetti aveva lavorato a lungo nel Romaiano ma anche per Staffoli e Stella Rossa
CASTELFRANCO. Chi ha avuto un figlio nel Romaiano Calcio o in altre squadre giovanili della zona non può non ricordarla. Lei c’era sempre. Era il primo e più diretto contatto con la società, la figura di riferimento che si spendeva per organizzare la vita sportiva dei ragazzi, dal tesseramento alle visite, dagli appuntamenti col fisioterapista a qualunque altro tipo di problema o necessità, sempre con la generosità di chi fa tutto con passione anche al di là del proprio ruolo.
È così che tutti ricordano Linda Rossetti, segretaria del Romaiano Calcio dal 2013 al 2020 e prima ancora dello Staffoli, morta ieri mattina nella propria abitazione di Castelfranco di Sotto. Originaria di Santa Croce, 68 anni il prossimo settembre, Linda conviveva da più di tre anni con una grave malattia che alla fine l’aveva costretta a lasciare il lavoro. «Mi disse che non se la sentiva più, che era meglio se cercavo un’altra persona» ricorda il presidente del Romaiano Angiolino Quirici, definendola «una persona capace e un punto di riferimento, grazie soprattutto all’esperienza che aveva acquisito lavorando come segretaria allo Staffoli».
Era lei infatti a gestire i tesseramenti e i rapporti con la Federazione, a mandare i ragazzi alle visite e a seguirli in caso di infortunio prenotando tutti gli appuntamenti, ma era sempre lei che si spendeva ogni volta che c’era da dare una mano per le attività della società.
«Era una persona generosa, una di quelle abituate a fare anche più di quel che devono – ricorda l’allenatore Stefano Russo, entrato al Romaiano nello stesso periodo di Rossetti -. Se dovevamo andare al campo alle 5 magari arrivavi e la trovavi già lì dalle 3. Anche quando facevamo i campi estivi al Romaiano lei è sempre venuta a dare una mano in maniera del tutto disinteressata».
Impegnata anche nel sociale, soprattutto in associazioni a sostegno delle ricerca contro le malattie rare, Rossetti aveva scelto di abbandonare il lavoro al Romaiano quando le proprie condizioni di salute l’avevano costretta a concentrarsi sulle cure a cui doveva sottoporsi. Un anno fa però le sue condizioni sembravano migliorate, tanto che la donna aveva iniziato a dare una mano alla Stella Rossa di Castelfranco, recandosi un giorno alla settimana nella sede della società a due passi dalla propria abitazione. Un’attività proseguita per 6 mesi, fino al repentino peggioramento che ha portato al tragico epilogo di ieri.
«Siamo sempre rimasti in contatto in questi anni – aggiunge mister Russo -. In tanti mi chiedevano spesso come stava perché aveva lasciato in tutti un ottimo ricordo». Rossetti lascia i figli Silvia e Giacomo e quattro nipotini. Come chiesto dalla donna il funerale non sarà celebrato, mentre la salma sarà cremata nel corso della giornata di oggi.
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