Dentista morto per tumore non diagnosticato: assolto noto medico di Pontedera
Nessuna responsabilità del dottore nella presunta mancata diagnosi di tumore
PONTEDERA. Assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» un medico di famiglia, di Pontedera, finito a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per la morte di un paziente, un dentista di 57 anni scomparso nel 2016 all’hospice di via Garibaldi a Pisa.
Il giudice Giulio Cesare Cipolletta ha letto il dispositivo nella tarda mattinata accogliendo le richieste del pm onorario, Vincenzo Molinaro e dei difensori del dottore, gli avvocati Stefano Del Corso e Marta Campagna.
La storia risale al dicembre 2016. All’apertura del fascicolo dopo il decesso del professionista la Procura era arrivata dopo la denuncia della moglie, secondo la quale prima il medico di famiglia – Attilio Costagli, 72 anni - e poi in ospedale, l’odontotecnico non era stato seguito come avrebbe dovuto per una neoplasia non diagnosticata in tempo. Per lei il marito poteva essere salvato se solo i medici avessero capito in tempo cosa avesse iniziato a uccidere il coniuge. Oltre al medico di famiglia, la Procura aveva indagato anche sette medici di Cisanello del gruppo oncologico multidisciplinare, che avevano avuto in cura, nella fase pre-terminale della malattia, il 57enne prima del trasferimento all’hospice. Consulenze tecniche e riscontri sulle cartelle cliniche avevano poi convinto il pm a escludere le responsabilità del personale dell’azienda ospedaliera. E il naturale epilogo per i sette indagati era stata l’archiviazione a cui la parte offesa non si era opposta. L’accusa nei confronti di Costagli sarebbe quella di aver trascurato un tumore scambiandolo per un’infiammazione da emorroidi. Nel corso del dibattimento non è emersa la responsabilità del medico su negligenze o mancate diagnosi. Di qui la piena assoluzione sentenziata dal Tribunale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
