Sicurezza
Primo Levi per far rivivere la Memoria in discoteca
Nel locale Wonderland per teenager a Uliveto Terme si cita lo scrittore e si proietta “Il bambino col pigiama a righe”
VICOPISANO. A un certo punto la musica si abbassa. Le hit da discoteca alternate alla rabbia incompresa della musica trap sfumano in un sottofondo melodico e prende la parola Lorenz, al secolo Lorenzo Della Volpe, il vocalist del Wonderland: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». E poi: «Accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso». Succede anche questo nella discoteca educativa di Uliveto Terme, nel territorio di Vicopisano, quella in cui gli alcolici sono off limits, sold out ogni domenica pomeriggio, con quattrocento ragazzi fra i 13 e 17 anni che ballano, ridono e, qualche volta sì, si baciano pure. Accade che un vocalist legga alcuni passi de “I sommersi e i salvati” e di “Se questo è un uomo” di Primo Levi. E che, in molti casi per la prima volta, le parole dello scrittore e partigiano ebreo, sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz, arrivino alle orecchie di qualche centinaio di teenager.
Un’altra sfida e una scommessa vinta per il progetto lanciato a novembre. Che va di pari passo con l’idea di ricordare la Giornata della Memoria in discoteca, annunciata con un manifesto che ritrae sullo sfondo un fotogramma de “Il bambino con il pigiama a righe”, il film di Mark Herman, che racconta l’orrore di un campo di sterminio nazista attraverso gli occhi di Bruno e Shmuel, due bambini di otto anni legati da una profonda amicizia, il primo figlio del comandante tedesco del campo e il secondo prigioniero ebreo. È la pellicola che scorre sul monitor del Wonderland, senza voce per quasi tutto il pomeriggio, promemoria e filo conduttore di una mezza giornata in discoteca in cui divertimento e memoria non sono in conflitto.
«Possiamo e dobbiamo divertirci dando valore alla memoria perché – ricorda Lorenz parafrasando Levi – perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate». E all’improvviso sul Wonderland cala quasi il silenzio: non c’è più la ragazza da corteggiare o il ragazzo al quale lanciare sguardi languidi. Non c’è un fischio e nessuno che chieda di rimettere la musica. È un attimo, una parentesi di riflessione. E tutti sanno perché: «Lo sappiamo sì, è per la Giornata della Memoria che ricorda l’Olocausto» dicono quasi all’unisono un gruppetto di ragazzi, il più grande dei quali non arriva a 16 anni.
Lo sa anche Giada (nome di fantasia), 14 anni, che cinguetta con altre due amiche. Apparentemente disturbata dall’intromissione del cronista e dell’educatrice. Poi, però, risponde così: «Certo che è stato giusto parlarne e penso che sia stato importante farlo in un luogo come questo: divertirsi non significa spegnere il cervello e non pensare come molti adulti, a volte, credono».
Siamo solo a metà pomeriggio, ma Yassine El Ghlid, il coordinatore del Wonderland, è contento: «Già il fatto che la gran parte di questi ragazzi sappiano della Giornata della Memoria è importante: d’altronde qui da noi l’inclusione è di casa, chi ci frequenta ormai lo sa e, magari, implicitamente, un messaggio di apertura e di non discriminazione era già passato». Non è teoria e nemmeno buone intenzioni. Al “Wonderland” tutte le domeniche pomeriggio ci sono quattro educatori professionali: uno di questi è dedicato a seguire i ragazzi con disabilità che frequentano il locale. Ieri, per esempio due adolescenti autistici sono arrivati addirittura da Firenze. «Non è strano, anzi da quando abbiamo aperto capita spesso: siamo l’unica discoteca che dedica loro un’attenzione specifica, con la presenza di educatori preparati» spiega Sara Panelli, una delle educatrici in servizio ieri.
Poco dopo sale sul palco della discoteca Riccardo Aldighieri, influencer da 27mila follower su Instagram, colpito da paralisi celebrale infantile, si muove grazie a un deambulatore e lavora come stilista e modello. «Rendi la tua debolezza un punto di forza» spiega ai ragazzi che lo ascoltano. È il suo motto che ha trasformato in stile di vita. Ieri al Wonderland è successo pure questo.
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