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Pontedera

Il lutto

Pontedera, muore a 56 anni maestro di violino: «Grazie per la bellezza e l’umanità che ci hai regalato»

di Paola Silvi
Pontedera, muore a 56 anni maestro di violino: «Grazie per la bellezza e l’umanità che ci hai regalato»

Roberto Cecchetti era concertista e insegnante di centinaia di allievi: il commovente ricordo dell’Accademia

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PONTEDERA. «Ci sono quelli che suonano. E poi ci sono i musicisti», diceva spesso. Ma chiunque l’abbia ascoltato, abbia visto le dita che si muovevano veloci tra le corde del suo violino, si sia fatto ipnotizzare dai movimento dell’archetto, si rendeva subito conto a quale categoria Roberto Cecchetti appartenesse. Classica, jazz, teatro musicale, ma anche rock e musica d’autore, non c’era genere che non sapesse interpretare. Una vita piena di note, passione, arte e impegno per la sua doppia professione di concertista e insegnante. E un addio improvviso, arrivato troppo presto, nel silenzio quieto di una stanza d’ospedale.

Il violinista, maestro di centinaia di allievi pontederesi e non solo, si è spento domenica sera al Lotti, dove era ricoverato per curare una malattia scoperta solo da alcuni mesi, che non gli ha lasciato scampo. Aveva solo 56 anni.

Il mondo della musica e l’intera Valdera dove Cecchetti era conosciuto per le sue brillanti esibizioni e le coinvolgenti performance piangono la scomparsa di una persona generosa, libera, divertente, silenziosa ma ricca di sorrisi e parole di stima e incoraggiamento per i suoi studenti. «Docente dal 2003 – dicono i suoi colleghi dell’Accademia musicale di Pontedera – Roberto è stato prima di tutto uno dei più talentuosi musicisti del nostro territorio, contribuendo alla formazione dell’orchestra Stefano Tamburini, di cui seguiva costantemente le prove, ogni giovedì, trasferendo ai ragazzi, con l’esempio, la propria esperienza. Ma Roberto sapeva essere anche tante altre cose: compagno di cene, trasferte concertistiche e riunioni, portava sempre il suo punto di vista originale, comunicato con la sua sferzante ironia, a volte con pungente sarcasmo, ma animato costantemente da una profonda umanità. Mille sensibilità, mille sfaccettature, mille qualità, perché lui era la musica. Su di lui si poteva sempre contare. Sempre».

E ieri, nel giorno in cui è arrivata la notizia più triste, l’Accademia è rimasta in silenzio, chiusa. «A tutti i nostri allievi, ai genitori, agli amici musicisti – continuano – chiediamo di stringerci insieme, di sentirci vicino: avremo bisogno tutti del sostegno di tutti per affrontare questo momento, e per fare in modo che tutto ciò che Roberto ha seminato possa continuare a crescere. Per la musica, la bellezza e l’umanità che ci ha saputo regalare: grazie». E in tanti hanno avuto un pensiero, un ricordo. Innumerevoli i messaggi di cordoglio. «La scuola di musica di San Giovanni alla Vena, una delle tante e belle espressioni dell’Accademia Musicale Pontedera, è sempre più parte della nostra comunità. Condividiamo il loro dolore», aggiunge il sindaco di Vicopisano Matteo Ferrucci.

Cecchetti, classe 1966, nato a Calcinaia, aveva iniziato a suonare dall’età di otto anni, frequentato il conservatorio di Firenze e dal 1982 collezionato premi e concorsi nazionali ed internazionali. Aveva fatto parte dell’orchestra da camera Boccherini e nel suo eclettico curriculum spiccano anche i decenni di collaborazione con Guascone Teatro. «Un incontro favoloso è stato quello con Roberto, un artista con il quale ho fatto milioni di chilometri e quasi tremila spettacoli in più di 30 anni. Nei primi anni Novanta – ripercorre il filo della memoria l’attore Andrea Kaemmerle, fondatore di Guascone Teatro e direttore artistico del Teatro delle sfide di Bientina – istinto e follia subito ci hanno unito. Mai un litigio o un’incomprensione, bastava uno sguardo e tutto era perfetto. È stato il protagonista di almeno 40 spettacoli diversi prodotti da Guascone Teatro. Stavamo insieme senza provare, passavamo le ore a parlare e a immaginare, spesso nelle prove non tirava fuori il violino dalla custodia e pochi giorni dopo, tutto quello che avevamo sognato diventava musica ed emozioni. Roberto era leggerezza e tantissima qualità. Rimane la tristezza di aver perso un uomo rarissimo ed autentico. Cinico e dolcissimo al tempo stesso, capace di suonare con la stessa anima al fianco di un bambino in ospedale come sul più grande palco di qualche festival. Era fatto per il teatro. L’ultimo spettacolo lo abbiamo fatto insieme al teatro Manzoni di Calenzano, una piece ispirata al violino di Rothcild di Anton Cechov. Era novembre, era stanco, era bravissimo. Gli ho portato pane e mortadella, alla fine l’ha mangiata».

Cala il sipario su un’artista amato e apprezzato ma non sulla sua musica che resta magica, indelebile nei cuori. Per chi volesse portare l’ultimo saluto, la salma è esposta nella cappellina dei Caduti a Calcinaia, in piazza Umberto I. La cerimonia funebre si terrà invece domani alle 15 in Duomo a Pontedera.

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