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Ponsacco, botte alla partita di calcetto: al campo arrivano i carabinieri

di Tommaso Silvi

	L’ingresso al campo di calcetto del Club L’Amico, a Ponsacco: qui, nella serata di giovedì sono intervenuti i soccorritori del 118 e i carabinieri in seguito all’aggressione di un giocatore
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L’ingresso al campo di calcetto del Club L’Amico, a Ponsacco: qui, nella serata di giovedì sono intervenuti i soccorritori del 118 e i carabinieri in seguito all’aggressione di un giocatore

Una gara del campionato Csi finisce con personale del 118 e carabinieri sul terreno di gioco. Match sospeso: un giocatore colpito da una testata e trasportato al pronto soccorso del Lotti

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PONSACCO. Una partita di calcetto sospesa per rissa. Con tanto di ambulanza e carabinieri sul posto. È successo nella sera di giovedì 26 gennaio a Ponsacco. Al campo di calcio a cinque in sintetico del Club L’Amico si sta giocando una gara del campionato amatoriale Csi tra Rutti di Bosco e Asd Pardossi.

Al quarto d’ora del secondo tempo si accende un parapiglia che sembra il solito fuoco di paglia delle partite amatoriali, con qualche parola fuori posto e nulla di più. Invece la lite va avanti sulle panchine, dove parte anche un colpo proibito. Un calciatore viene colpito – da una prima ricostruzione dei fatti sembra con una testata, ma potrebbe essere stato anche un pugno o una gomitata – all’altezza del sopracciglio.

Si apre una ferita ed esce il sangue, la situazione rischia di degenerare. I giocatori meno scalmanati riportano la situazione alla normalità, mentre il ragazzo aggredito chiede l’intervento delle forze dell’ordine e dell’ambulanza.

Sul posto arriva una pattuglia dei carabinieri, insieme al personale sanitario del 118 inviato dalla centrale operativa. Il giocatore viene accompagnato al pronto soccorso, dove i medici applicano alcuni punti di sutura sul sopracciglio colpito durante la partita.

Ieri mattina, intanto, il direttore di gara della partita tra Rutti di Bosco e Arci Pardossi ha consegnato il referto alla direzione Csi. Ed è proprio il presidente del comitato provinciale commissione calcio, Matteo Marconcini, a commentare l’accaduto.

«Quando lo sport diventa violenza è sempre negativo, al di là dell’esatta dinamica». Marconcini, poi, entra nel merito di quanto accaduto al Club L’Amico. «Le due squadre che stavano giocando sono tra le più corrette in assoluto nel campionato Csi. Evidentemente si è trattato di un ragazzo che ha perso la testa e ha commesso un gesto grave. Il Csi nasce per dare la possibilità a tutti di giocare a calcio, facendolo la sera dopo cena, per passare del tempo con gli amici in totale tranquillità. C’è la competizione, è normale – dice ancora Marconcini –. D’altronde quando si scende in campo, che sia la finale dei mondiali o il calcetto con gli amici, si vuole sempre vincere. Ma voler segnare una rete in più degli altri non c’entra niente con la violenza. Quella – conclude Matteo Marconcini – sui nostri campi non la vogliamo nella maniera più assoluta».


 

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