Il Tirreno

Pontedera

Fuga finita in manette

di Pietro Barghigiani
Fuga finita in manette

Ai domiciliari un operaio di 35 anni che non si è fermato  a prestare i soccorsi dopo aver travolto un uomo in bici

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PONTEDERA.  È agli arresti domiciliari l’automobilista che mercoledì sera, come anticipato nell’edizione di ieri, ha travolto un uomo in bicicletta all’altezza del Ponte Napoleonico provocandogli lesioni che hanno indotto i medici a riservarsi la prognosi.

L’arresto

Dopo il fermo nell’immediatezza del fatto, da parte degli agenti delle volanti del commissariato, dell’incidente è stato informato il magistrato di turno Giancarlo Dominijanni che ha concordato sulla necessità della misura cautelare per il 35enne albanese, operaio, in regola con il permesso di soggiorno e residente a Pontedera.

Le accuse

Difeso dall’avvocato Gabriele Dell’Unto, il conducente è accusato di lesioni gravissime, omissione di soccorso con l’aggravante della fuga, rifiuto di sottoporsi agli accertamenti sull’abuso di sostanze alcoliche e resistenza a pubblico ufficiale.

Alcol

L’ipotesi che possa aver messo sotto l’uomo in bicicletta, un georgiano, 47 anni, mentre si trovava alla guida in stato di alterazione è una delle contestazioni mosse all’arrestato.

Lo schianto

Nella ricostruzione della polizia l’incidente viene collocato intorno alle 19. 45 con la Dacia dell’operaio che supera con il rosso il semaforo di viale Italia. E, secondo diversi testimoni, prosegue l’andatura a zig zag in direzione del Ponte Napoleonico. In quell’attimo fatale falcia la persona in bici che proveniva nel senso opposto di marcia sulla pista ciclabile del ponte.

Il ferito

Nell’impatto il georgiano è finito sull’asfalto senza rialzarsi. L’operaio ha proseguito la sua corsa fino al Piazzone dove è stato raggiunto dagli agenti delle volanti.

Il controllo

Quando i poliziotti hanno visto l’auto si sono subito mossi per bloccarla. Affiancato l’automobilista, lo hanno invitato a fermarsi e a scendere dalla Dacia. Nell’informativa inviata in Procura le condizioni del conducente vengono riferite come quelle di una persona che aveva bevuto e neanche poco.

No all’alcoltest

Ha detto no al test dell’etilometro a cura della polizia stradale e il rifiuto gli è costato una delle contestazioni da cui si dovrà difendere. Chi lo conosce è rimasto sorpreso che potesse eccedere nell’alcol e a un’ora non tarda.

Auto danneggiata

Nel controllare il mezzo gli agenti hanno visto le ammaccature, pesanti se si pensa che l’ostacolo impattato era una persona, sulla parte anteriore sinistra del veicolo – sequestrato e affidato alla depositeria giudiziale – e notato la mancanza dello specchietto retrovisore lato guida trovato poi sul luogo dell’investimento.

Calci agli agenti

Non solo il 35enne ha detto no all’alcoltest, ma ha respinto anche gli accertamenti sanitari in ospedale. Un rifiuto su tutta la linea accompagnato dalla reazione agitata, con tanto di calci e gomitate, verso i poliziotti che lo stavano portando al commissariato.

Dopo aver passato la notte nella camera di sicurezza, ieri mattina l’arrestato è stato portato nella sua abitazione in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip. Nelle stesse ore il georgiano ferito è ricoverato in prognosi riservata a Cisanello con diverse fratture costali e un gomito rotto.


 

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