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Botte dentro il night a colpi di bastone. A giudizio gestore, buttafuori e cliente

Pietro Barghigiani
Botte dentro il night a colpi di bastone. A giudizio gestore, buttafuori e cliente

Per tutti l’accusa è di rissa aggravata, l’assalto al Pigalle nel luglio 2021

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PONSACCO. Quella che la sera del luglio del 2021 sembrava, a una lettura veloce, una difesa contro avventori violenti, a una valutazione più ponderata si è trasformata in un processo per rissa aggravata.

In attesa che il dibattimento faccio chiarezza su ruoli e responsabilità, sono finiti davanti al giudice Giovanni Zucconi, con una citazione diretta a giudizio, il gestore del night Pigalle, un addetto alla sicurezza e un cliente.

Tutti devono difendersi dall’accusa di rissa. Si tratta dell’imprenditore Valter Giampaoli, 62 anni, originario di Livorno, residente a Casciana Terme Lari; Abdourahmane Ly, 46 anni, senegalese, residente in Valdera e Tefik Jashar, 44 anni, macedone.

«Mi sono salvato grazie allo spray al peperoncino. Se non lo avessi usato per allontanarli mi avrebbero ammazzato di botte».

Così Giampaoli raccontò al Tirreno l’episodio che gli costò un ricovero in ospedale per le lesioni subìte. Una quindicina di giorni di prognosi per trauma cranico e la rottura del setto nasale.

Era una domenica sera. Il rifiuto di versare da bere a un cliente già anche troppo alticcio sarebbe stata la miccia di una scazzottata di cui fece le spese anche la moglie del gestore del night in via Mattei. Per lei dieci giorni di referto e il collare per i dolori alla cervicale dopo il pugno ricevuto.

«Hanno fatto irruzione in gruppo dopo che al banco avevamo rifiutato una bottiglia di vetro a un cliente – fu il ricordo di Giampaoli -. Non usiamo il vetro per una questione di sicurezza. Gli abbiamo dato un bicchiere di carta e lui per rompere le scatole ha rovesciato la birra sul pavimento. Era evidente l’atteggiamento provocatorio. L’addetto alla sicurezza ha provato a calmarlo, ma il cliente, che tra l’altro conosco come la gran parte degli altri arrivati dopo, come risposta ha dato un cazzotto a mia moglie che fa la cassiera».

Dopo essere andato via, il cliente era tornato con altre persone armate di mazze e bastoni. Iniziarono a spaccare tutto.

Rabbia e alcol per una miscela da delirio incontrollato. Una manciata di minuti di follia. Poi l’arrivo dei carabinieri e delle ambulanze per i primi soccorsi.

Gli investigatori dell’Arma a conclusione delle indagini inviarono l’informativa in Procura che ha mandato a giudizio gestore, buttafuori e clientel


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