Il Tirreno

Pontedera

Il lutto

Rodolfo, morto a 79 anni tre le braccia del figlio: il malore e i tentativi di rianimazione dell’ex dirigente Alitalia

di Tommaso Silvi
Rodolfo, morto a 79 anni tre le braccia del figlio: il malore e i tentativi di rianimazione dell’ex dirigente Alitalia

Era stato anche direttore delle mensa aziendale Piaggio e aveva gestito hotel di lusso

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CASCIANA TERME. Sono da poco passate le 9 di venerdì 20 gennaio. Rodolfo è seduto sul sedile del passeggero. Sta aspettando un amico, insieme stanno per andare a fare alcune compere. L’amico risale in auto dopo aver svolto una commissione, inizia a parlare ma Rodolfo non risponde. Pochi secondi e si accorge che è incosciente. Sul posto arriva anche il figlio. «Ho iniziato a praticargli il massaggio cardiaco, dallo studio dentistico Bertelli mi è stato dato un defibrillatore. L’ho azionato e ho provato a salvare mio padre, ma non c’era più niente da fare. È morto tra le mie braccia».

È la tragedia di Casciana Terme. La vittima è Rodolfo Ridolfi, stroncato da un malore. Avrebbe compiuto 80 anni il 25 febbraio. La storia di Rodolfo è quella di un uomo che si è fatto da solo. A 17 anni era andato a studiare alla scuola alberghiera in Germania, poi si era imbarcato come capo commissario sul transatlantico Leonardo Da Vinci. In seguito l’esperienza da dirigente in Alitalia, quindi quella alla gestione dell’hotel Cala di Volpe, nella Sardegna dei vacanzieri milionari e della bella vita.

Deciso, determinato, grande organizzatore e amante delle pubbliche relazioni. Rodolfo Ridolfi era stato a capo anche di una struttura ricettiva a Ponte di Legno, località turistica nella valle Camonica.

Ridolfi era riuscito anche a stringere un rapporto di stima e amicizia con Giovannino Agnelli, che lo chiamò a dirigere la mensa aziendale della Piaggio. «Grazie a lui – racconta il figlio Leonardo, molto conosciuto in Valdera per la sua attività nei locali della notte della provincia di Pisa – molti abitanti di Casciana Terme trovarono lavoro nell’azienda di Pontedera. Mio padre aveva il cuore grande. E io sono sempre stato fiero di lui». Nella sua ultima parentesi lavorativa, Rodolfo Ridolfi è stato responsabile dei rapporti commerciali con l’estero della Perugina.

Le sue grandi passioni erano la caccia e il rally. L’amore per le auto, Rodolfo l’aveva lasciato dopo essere stato protagonista di un grave incidente da cui riuscì miracolosamente a sopravvivere. Con l’avanzare dell’età erano arrivati gli acciacchi e alcune patologie, che comunque non avevano scalfito l’umorismo e la voglia di vivere di Rodolfo, che oltre al figlio Leonardo lascia la moglie, Maria Rita Mattonai, conosciutissima a Casciana Terme ed ex professoressa. «Mio padre era una persona perbene, e ne ho avuto la conferma fin dai minuti successivi alla sua scomparsa quando – racconta ancora Leonardo Ridolfi – decine di persone mi hanno contattato per esprimere le condoglianze e regalarmi parole di conforto. Ringrazio tutti, perché in questi momenti più che mai sentire la vicinanza delle persone è estremamente importante. Chi ha conosciuto mio padre non ha mai smesso di volergli bene».

L’ultimo saluto a Rodolfo Ridolfi sarà celebrato oggi alle 15 a Casciana Terme, con partenza del corteo funebre alle 14,30 dalla sua abitazione, in viale Regina Margherita, non distante dal teatro.


 

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