Sicurezza
Orentano, ballerina uccisa a 29 anni: in appello ridotta la pena all’omicida
Condanna confermata, ma con lo sconto per Francesco Lupino: ha ucciso con un colpo di pistola sparato in faccia la compagna di un ex socio
CASTELFRANCO DI SOTTO. Condanna confermata, ma con lo sconto per l’omicida della ballerina ucraina uccisa con un colpo di pistola sparato in faccia. I 29 anni inflitti in primo grado diventano 24 in appello nel processo celebrato davanti alla Corte d’Assise d’Appello per il delitto di Khrystyna Novak, 29enne ammazzata nella notte tra il primo e il due novembre 2020 a Orentano.
Sentenza riformata
Il reo confesso del delitto, Francesco Lupino, 51 anni, tatuatore fiorentino per anni residente ad Altopascio, era in aula al momento della lettura del dispositivo da parte del presidente Alessandro Nencini. Tra 60 giorni le motivazioni di un verdetto in cui la Corte, in un bilanciamento di aggravanti e attenuanti, ha riformato la sentenza dell’Assise pisana del 2 marzo scorso. Condannato per omicidio volontario, occultamento di cadavere e detenzione illegale di armi, Lupino era difeso dall’avvocato Antonio Bertei.
La difesa
«Aspettiamo le motivazioni e poi vedremo se ci sono margini per un eventuale ricorso in Cassazione» spiega il difensore che si ritiene soddisfatto della riduzione di pena di 5 anni per il suo cliente.
Il movente
Già in primo grado a Pisa a carico di Lupino non era state riconosciute le aggravanti di aver agito in stato di alterazione alcolica e sotto effetto di cocaina come aveva rivelato durante una drammatica confessione nel salone delle conferenze nella caserma della questura di via San Francesco.
«Volevo solo spaventarla – aveva detto in aula – . Khrystyna mi aveva minacciato, dicendo che avrebbe detto alla mia compagna che frequentavo altre donne e che facevo di nuovo uso di cocaina. Non volevo perdere la mia donna a cui avevo promesso di aver smesso con la droga. Ho estratto la pistola e premuto il grilletto, ma non pensavo che fosse carica». Un colpo sparato nell’occhio destro e poi la pulizia della scena del crimine, un piccolo corridoio della villetta nei pressi dell’abitazione del tatuatore. Quindi la sparizione del corpo, nascosto in un casolare a qualche chilometro di distanza.
I traffici con l’ex socio
L’imprenditore Airam Negrin Gonzalez, compagno di Khrystyna, aveva commesso un primo errore quando si era messo in affari di droga con Lupino. Poi la decisione di mollarlo che gli costò una soffiata alla polizia da parte dell’ex socio sulla custodia di armi e droga. Di qui l’arresto di Gonzalez con la convivente rimasta nella villetta di Corte Nardi. Fu lei a pagare con la vita la rabbia omicida di Lupino.
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