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Pontedera

Dal tribunale

Peccioli, ancora nervi tesi: Nassar imputato per diffamazione nei confronti della Belvedere Spa per un post sui social

di Pietro Barghigiani
Peccioli, ancora nervi tesi: Nassar imputato per diffamazione nei confronti della Belvedere Spa per un post sui social

L’esponente dell’opposizione rinviato a giudizio. Contestato un intervento su «clientelismo e gestione opaca». La società è parte civile

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PECCIOLI.  Tutto inizia con un post in cui denunciava un’opacità nella gestione della Belvedere Spa accusandola di essere il braccio armato dell’attività del sindaco Renzo Macelloni con un affondo velenoso. Quello sui presunti interessi clientelari tra “mancette” elettorali e controllo del territorio a livello economico.

Era il 13 marzo 2021 quando Mohamed Ali Magdi Nassar, 28 anni, capogruppo di “Cittadini per Peccioli”, affidò alla sua bacheca Facebook un lungo intervento sul “sistema Peccioli”.

Uno dei tanti pungoli ricorrenti firmati dell’esponente dell’opposizione all’indirizzo del sindaco pecciolese e della società di gestione della discarica.

Quella fotografia scattata con la lente dell’opposizione sui rapporti di forza e di potere a Peccioli è diventata un processo per diffamazione aggravata che si celebra davanti al giudice Domenico Vetrano (pm onorario Massimiliano Costabile) . Il consigliere è accusato di diffamazione verso la Belvedere Spa il cui presidente, Silvano Crecchi dopo averlo querelato si è costituito parte civile con l’avvocato Stefano Del Corso.

Clientelismo e uso occulto dei fondi della società furono i proiettili sparati da Nassar attraverso Facebook dopo che il consiglio comunale aveva approvato la delibera per la partecipazione di Peccioli alla Biennale di architettura di Venezia.

Nella sua intemerata il capo dell’opposizione aveva sostenuto che la Belvedere «negli anni precedenti alle campagne elettorali di Macelloni» avesse «speso cifre enormi in liberalità che vengono occultate».

Questo perché sarebbe «la società attraverso cui Macelloni ha il controllo sull’economia privata, legata da rapporti di clientelismo che non permettono di vivere alle piccole attività economiche dissidenti».

Alla denuncia, amplificata dal social, l’amministrazione aveva replicato sostenendo che quelle «frasi non possono passare inosservate perché contengono affermazioni che il consigliere ha il dovere di chiarire a tutti». Da qui una serie di domande a Nassar.

«In quali campagne elettorali Belvedere avrebbe speso “cifre enormi in liberalità che vengono occultate”? ».

E ancora: «Quali azioni fa l’amministrazione comunale per non permettere di vivere alle piccole attività economiche? Quali sono le attività economiche dissidenti che sarebbero danneggiate volutamente? Una risposta precisa a queste domande è indispensabile per chiarezza nei confronti di tutti».

Il processo in cui deve difendersi dall’accusa di diffamazione, offre ora al consigliere l’occasione per chiarire e spiegare in Tribunale quello che da tempo declina in negativo, in ogni sede politica e giudiziaria, come il “sistema Peccioli”.


 

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