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Muri crollati e case al buio: la bufera di domenica notte si fa sentire in provincia di Pisa

di Francesco Paletti
Muri crollati e case al buio: la bufera di domenica notte si fa sentire in provincia di Pisa

È il Lungomonte la zona più colpita dalle forti piogge. Cedono due recinzioni a Calci, smottamenti a Buti e salta la corrente a Vicopisano

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CALCI. A Calci un ponte pedonale divelto a causa del cedimento di un tratto dell'argine, lungo lo Zambra, il torrente che scende dal Monte Serra e che si getta nell'Arno all'altezza di Caprona, e problemi seri nelle vie della Certosa e e Castellana, entrambe nella notte chiusure al traffico per alcune ore per il collassamento di ampi tratti di due muri privati, caduti sulla carreggiata.

A Buti smottamenti sulla provinciale 56 che conduce al Monte Serra, con strada chiusa nella notte e riaperta al mattino dopo essere stata messa in sicurezza.

Nottata in bianco (quella di lunedì 9 gennaio) per i sindaci Massimiliano Ghimenti e Arianna Buti, chiamati intorno alle due a causa delle forte precipitazioni e che hanno monitorato la situazione fino alle prime luci dell'alba. Alla fine nessun danno grave a persone e cose. Preoccupazione, però, sì. Anche tanta. «Perché, secondo i dati ufficiali del pluviometro ufficiale del centro funzionale regionale, in poche ore nel nostro territorio sono caduti più 65 millimetri di pioggia, una quantità davvero consistente e preoccupante» sottolinea Ghimenti. Che poi punta anche l'indice contro il Governo: «Sento autorevoli esponenti dell'esecutivo perorare la necessità del Ponte sullo Stretto – tuona il primo cittadino di Calci – : ammesso che ve ne sia ancora bisogno, quanto accaduto ieri notte dimostra una volta di più che, invece, il nostro Paese ha bisogno di risorse da investire su un serio piano per la sicurezza contro il rischio idrogeologico. Il cambiamento climatico ha reso ancora più fragili i nostri territori: non mi capacito di come si continui a non rendersene conto».

Disagi più contenuti nel vicino comune di Vicopisano: qui i problemi hanno riguardato soprattutto la rete elettrica, andata in tilt per alcune ore.

Fortunatamente nessun problema, ma notte di monitoraggio costante anche negli altri due comuni del Lungomonte. In particolare a Vecchiano con due osservati speciali: il Serchio per il passaggio dell'ondata di piena e la situazione di rischio idrogeologico della collina alle spalle di Filettole incendiata nel luglio scorso. Tranquillizzante il quadro tracciato dal sindaco Massimiliano Angori: «Il fiume ha visto un picco di piena iniziato a mezzanotte di lunedì e che ha raggiunto il culmine alle 10, con una portata massima di quattrocento metri cubi e un'altezza di circa 4,5 metri sul livello del mare, senza creare particolari disagi – ha spiegato-, mentre per quanto riguarda precipitazioni a Vecchiano sono caduti 60 millimetri di pioggia in sei ore, un cumulato che non ha provocato particolari preoccupazioni nemmeno nella zona di Filettole colpita quest'estate dall'incendio». Vietato, però, dormire sonni tranquilli. Anzi, Angori torna ancora una volta «a rinnovare l'appello alla Regione a non abbassare la guardia per quanto concerne il rischio idrogeologico e idraulico nella frazione filettolina pianificando gli interventi che si rendono necessari».

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