Il Tirreno

Pontedera

Il Polo scrigno di Memoria tra cultura, sport e futuro

di Paola Silvi
Il Polo scrigno di Memoria tra cultura, sport e futuro

La palestra intitolata a Nassi e ai “Giapponesi di Pontedera” la biblioteca al docente universitario Mario Montorzi

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PONTEDERA. Da un rudere dimenticato a un edificio pieno di colori, di spazi a misura di bambino, di luci e arte. Si può fare. E al Polo Dino Carlesi è tutto fatto. La struttura è finita. Dopo l’inaugurazione del primo lotto e la partenza dell’anno scolastico, a settembre, per i 600 studenti delle elementari e delle medie della Curtatone e Montanara, ieri sera il taglio del nastro della parte dell’edificio che ospita la biblioteca, la palestra, un auditorium e la nuova materna De Gasperi, con tanto di mensa. Ma che accoglierà anche le generazioni future che avranno una casa stabile, sicura per i prossimi decenni.

Perché la scuola è dedicata alla città, ai suoi giovani e ai suoi protagonisti illustri, dello sport e della cultura. Ogni ambiente racconta una storia e ricorda, nel nome e nella memoria un pontederese che ha lasciato il segno. «È stata un’impresa collettiva e visionaria – dice il sindaco Matteo Franconi – resa possibile dalla determinazione di donne e uomini che in dodici mesi hanno trasformato un luogo abbandonato in un immobile all’avanguardia e dal sacrificio dei ragazzi e dei docenti che hanno fatto lezione nei moduli, in attesa della conclusione dell’opera. Il coraggio di Dino Carlesi, poeta, critico d’arte e anche amministratore pubblico, a cui è intitolato il polo si è concretizzato in questo stabile. Ora dedichiamo la palestra a Fabrizio Nassi e ai “Giapponesi di Pontedera”, ripercorrendo l’epopea della squadra di pallavolo che portò la città della Vespa ai vertici nazionali e la biblioteca a Mario Montorzi, docente universitario di storia e figura conosciutissima per il suo impegno civico».

Carlesi, Nassi, Montorzi, un trio che parla di amore per una comunità che non dimentica ma si tiene stretto il suo passato per rilanciare il presente e scommettere sul domani. «Sono molto contenta – aggiunge Katia Arrighi, moglie di Montorzi – di questa scelta e la trovo molto appropriata. Mio marito aveva i libri come compagni di vita ma allo stesso tempo era simpatico e cordiale. Ha voluto molto bene ai suoi studenti e alla sua città».

La targa che porta il suo nome, all’ingresso della biblioteca, arredata intanto con i banchi con le rotelle, lo rende vicino a entrambi. Dal lato opposto, sempre al primo piano, si alza il sipario pure sulla palestra nuova di zecca, super funzionale, con il parquet e predisposta per gli alunni la mattina e le società sportive nel pomeriggio.

L’impianto porta il nome del vicecampione del mondo di volley, capitano della Us Zoli che in soli due anni passò dalla serie C alla A e trasformò tre giocatori in assi della nazionale. «Fabrizio ne sarebbe felice – sottolinea la moglie Anna Maria Russo – perché in palestra ci ha trascorso tutta la sua esistenza, come atleta e poi come insegnante. Questo è il quarto Natale che passo senza di lui dopo 50 anni di convivenza. Non so dove sia e che cosa stia facendo, ma molto probabilmente starà giocando e sorridendo, grato di questa iniziativa».

Tre piani, una trentina di classi, quattro laboratori, uffici per la segreteria e altri per gli insegnanti. I lavori dell’artista David Pompili accompagnano le pareti con numeri, fantasia e pois.

«Il risultato di tanto impegno – chiosa l’architetto Alberto Bartalini – va curato. La mia raccomandazione è che le insegnanti e gli alunni sentano questi luoghi come parte di loro stessi». E i novemila metri quadrati di speranza, sono una soddisfazione per tutti coloro che sono intervenuti. Da don Piero Dini alla Filarmonica Volere è Potere, dal prefetto Maria Luisa D’Alessandro al dirigente scolastico provinciale Lorenza Lorenzini, da Matteo Madonna di Cemes alla giunta comunale al gran completo, dalle presidi Virginia Cirillo e Maura Biasci, all’assessora all’istruzione della Regione Alessandra Nardini, al presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo e al consigliere Andrea Pieroni. «Un esempio di buon governo», per il presidente della Regione Eugenio Giani, «una conferma», per la ex preside della Curtatone Maria Tiziana Baratta, ora a Catania. «Abbiamo vissuto momenti di scoramento, di diffidenza – conclude – ma siamo arrivati a un capolavoro. Dalle ceneri, come riporta una famosa frase catanese, risorgo più bella di prima».

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