Sicurezza
San Frediano-Romito: dalla rissa in campo alla partita della pace. I ragazzini si abbracciano grazie a un prof di religione
All’evento organizzato per chiudere definitivamente una brutta pagina di calcio giovanile presenti anche due giocatori del Pisa
PONTEDERA. Che avevano veramente una voglia matta di giocare si è notato subito da un particolare: i ragazzi che sono scesi in campo con la seconda maglia del Pisa – quella verde, della stagione 2021/22 – erano sul manto erboso in 15, quando tutti sanno che a calcio si gioca in 11. Ma non è che questi baby calciatori non conoscano le regole, semplicemente è che l’istinto e il desiderio di giocare avevano superato qualsiasi raziocinio. Bello così, genuino.
Giovedì 6 gennaio – allo stadio Parra di San Frediano (Cascina) – è andata in scena la “partita della pace”, un match a ranghi misti nato per cancellare definitivamente il bruttissimo ricordo della rissa (con 5 daspo) che a ottobre si scatenò fra Allievi Provinciali del Romito e del San Frediano.
Una giornata di festa, arricchita dalla presenza dei giocatori del Pisa Pietro Beruatto e Simone Canestrelli; e dalle maglie da gioco – la nerazzurra e la verde – messe a disposizione e regalate dalla società del presidente Knaster, che ha risposto sì all’appello lanciato dagli organizzatori di questo match “della redenzione”, in primis dal professore di religione Tommaso Giani, vero deus ex machina. Per la cronaca – dopo il minuto di silenzio in memoria di Gianluca Vialli – a vincere è stata la compagine con la maglia nerazzurra per 4-2, col giovane del Romito Elia Montagnani che probabilmente racconterà ai propri nipoti fra 60 anni di aver segnato una tripletta con la maglia del. .. Pisa. Ma a trionfare è stato lo sport, perché tutto è filato liscio e alla fine Beruatto e Canestrelli si sono prestati a un bagno di foto, selfie e autografi, perché a San Frediano l’amore per il Pisa che lotta per la Serie A si percepisce distintamente.
Dalle tribune sono scese famiglie con bambini, per ottenere un ricordo – una foto, un autografo – grazie alla disponibilità dei due giocatori nerazzurri. E lo stesso hanno fatto anche i baby giocatori, che prima di andare in doccia si son fatti autografare maglie e pantaloncini. Il match – che aveva puro valore dimostrativo – si è articolato su un’unica frazione di 45 minuti, con cambi ogni 600 secondi per far divertire tutti. Chi ha preso il daspo di un anno non ha potuto giocare, nonostante gli appelli dei due presidenti Andrea Guainai (San Frediano) e Simone Cappelli (Romito) , i quali sin da subito si sono adoperati per far sì che si mettesse una bella pietra a forma di pace su una vicenda a dir poco spiacevole.
Così i calciatori daspati (2 dei 4 totali) hanno aspettato gli amici, gli altri giocatori e gli ospiti del Pisa al vicino circolo, dove sono intervenuti per chiedere scusa, ringraziare del “regalo” ricevuto e “firmare” con un sorriso l’accordo di pace.
«Lo scopo di tutto questo – ha sottolineato Cappelli – era che si arrivasse a una conclusione positiva di questa vicenda; giocare con la maglia del Pisa per questi ragazzi è un sogno e sarà un bellissimo ricordo». Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Guainai: «È una festa che abbiamo organizzato anche per chi non poteva venire: abbiamo vissuto una giornata felice, con un’atmosfera bellissima e tantissima serenità. Grazie al Pisa per la disponibilità, a Giani per l’idea e a tutti coloro che hanno contribuito».
Presente al campo anche l’assessore del Comune di Cascina Paolo Cipolli, il quale ha sottolineato che «l’idea di Giani dimostra che dopo un errore ci può essere sempre possibilità di rivincita».
Ma al netto di questo, rimane una partita “eccezionale”, nel senso che quando mai si è visto far pace così velocemente e con tale partecipazione dopo un episodio che avrebbe invece potuto lasciare strascichi pesanti e definitivi, sia fra i ragazzi che fra le rispettive dirigenze. E invece no, è bastata una ricetta semplice fatta di sport, coraggio e un pizzico di follia: alla fine non serviva altro che mettere “il cuore dentro le scarpe” per correre più veloce del vento e anche di un errore, prendendo in prestito le parole di Francesco De Gregori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
