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Pontedera, slitta la costruzione della caserma: il Comune deve prima vendere

di Paola Silvi
Pontedera, slitta la costruzione della caserma: il Comune deve prima vendere

Il cantiere era annunciato per inizio 2023, ma i soldi sono stati dirottati sul Carlesi

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PONTEDERA. Slittano i lavori alla nuova caserma dei carabinieri in zona stazione. L’avvio del cantiere da 6 milioni di euro previsto per le prime settimane di gennaio 2023, dovrà aspettare ancora un po’, bloccato da altre priorità e da procedure burocratiche che, rispetto all’iniziale tabella di marcia, in cui il sindaco Matteo Franconi aveva sperato e raccontato proprio a Il Tirreno un anno fa, si sono inaspettatamente allungate. Ma andiamo con ordine. La storia della nuova sede dell’Arma parte da lontano.

Nello specifico da luglio 2021, quando la variante al regolamento urbanistico comunale all’interno di una delibera di giunta aveva posto un primo tassello verso la realizzazione del progetto. Un progetto complesso che prevede una serie di mosse e di passaggi per arrivare alla conclusione. Perché prima di cominciare a lavorare alla caserma dei carabinieri, è il terminal degli autobus di linea che deve essere trasferito.

E la zona deputata ad accogliere i mezzi di trasporto è l’area davanti alla Coop di viale Brigate Partigiane. Ma proprio qui sta uno dei nodi da sciogliere di questo risiko dove ogni incastro deve trovare il posto giusto. «L’operazione di acquisizione dei terreni con Rete ferroviaria italiana (Rfi) – spiegano da Palazzo Stefanelli – non si è ancora conclusa. Questo mette in pausa il resto del percorso».

Se il terminal dei pullman non può ancora essere spostato non c’è spazio per la costruzione della sede dell’Arma. Un impedimento inatteso a cui si aggiunge un’altra criticità: la mancanza di risorse già disponibili con le quali accendere il mutuo per l’edificazione della caserma. Stavolta a metterci lo zampino è stata l’emergenza scolastica che, come il più classico dei fulmini a ciel sereno, ha travolto Pontedera, sempre nell’estate 2021. L’immobile di via della Stazione Vecchia che accoglieva la scuola Curtatone e Montanara fu dichiarato inagibile e gli alunni furono costretti a lasciare l’edificio. Alcune classi furono collocate nei moduli prefabbricati installati vicino a Palazzo Blu ed altre nella scuola de La Borra. Ma questa situazione temporanea aveva bisogno di una soluzione definitiva. Così, in poco più di dodici mesi il Comune si è “inventato” il Polo Dino Carlesi. Dalle ceneri di un mostro edilizio in evidente stato di degrado ha compiuto, come lo definiscono da Palazzo Stefanelli «il capolavoro del 2022».

Una nuova casa per le elementari Saffi, le medie Curtatone e la materna De Gasperi, che però è costata 16 milioni di euro. «Abbiamo concentrato – continuano – tutte le nostre risorse su quest’operazione per far fronte alle necessità imminenti, mettendo al primo posto della nostra scala dei valori i ragazzi, il futuro della città. Il Polo è diventato la nostra priorità e ovviamente il progetto della caserma ne ha risentito nei tempi. Di fatto nulla è cambiato e l’intenzione di portare a compimento anche questo piano rimane».

Così, pur non essendoci un nuovo cronoprogramma, lo spostamento delle pensiline e dei bus e la sede dei carabinieri sono di diritto nell’elenco delle opere pubbliche da concludere nel biennio 2023-2025. Con una spesa complessiva per entrambi gli interventi definita intorno ai sei milioni e 600mila euro. L’ennesimo investimento da affrontare. Ma la risposta del Comune non lascia dubbi. «Il tema del recupero delle risorse – aggiungono – è legato agli oneri di urbanizzazione e alle alienazioni». Che tradotto significa che l’amministrazione pontederese conta di recuperare i soldi con la vendita di alcune sue proprietà. E, in lista, c’è un terreno in zona Pardossi dal valore di 183mila euro, il lotto B dell’immobile ex Otello Cirri, tutt’ora all’asta per 411mila euro, i terreni e la struttura ex Corridoni per un milione di euro, quella definita ex Piaggio che comprende la scuola dell’infanzia De Gasperi, il parco Gemma e la villa Bertelli valutata un milione e 800mila euro, ancora terreni a Gello per 375mila euro, una porzione dell’ex Ipsia che vale 665mila euro, l’ex foresteria Piaggio per un milione e 120mila euro e un’area parcheggio vicina alla Tosco Romagnola per 186mila euro. Una carrellata di possibilità che, una volta andate in porto, potrebbero dare una boccata d’ossigeno alle casse comunali.

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