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«Dammi i soldi della pensione», e poi gli svuotava il frigo: così una figlia “bullizzava” il padre nel Valdarno
A processo per estorsione e maltrattamenti. La sorella in tribunale contro di lei
SAN MINIATO. Lui era anziano e vedovo. Lei, la figlia, che abitava al piano di sotto, una vita con diversi deragliamenti, spesso gli entrava in casa e gli svuotava il frigorifero lasciandolo senza cibo. Oppure dopo che il padre aveva riscosso la pensione, sempre lei lo obbligava a darle buona parte dei soldi.
Un comportamento parassitario durato nel tempo e che è costato alla donna, una 41enne (omettiamo le generalità per tutelare la parte offesa, ndr) un processo per estorsione e maltrattamenti in famiglia. Il compagno, accusato del reato di estorsione in concorso, è stato condannato in abbreviato a 3 anni e 4 mesi (per altri episodi era stato condannato anche per estorsione verso la madre, ndr) .
Il pensionato nel frattempo è deceduto. L’altra figlia, sorella dell’imputata, si è costituita parte civile con l’avvocato Gabrio Bagnoli e a maggio 2023 sarà chiamata a testimoniare davanti al giudice Annalisa Dini.
Sorella contro sorella per raccontare in un’aula di Tribunale come il papà veniva trattato provocandogli uno stato d’ansia e di prostrazione al punto da debilitarlo non solo a livello psicologico. Un bancomat vivente non solo per i soldi, ma anche per i generi alimentari che l’imputata gli avrebbe sottratto con una frequenza non ritenuta occasionale.
I fatti risalgono al 2018 quando la coppia avrebbe iniziato a fare pressioni sull’uomo per ottenere i soldi della pensione. All’epoca della prima denuncia – il caso fu seguito anche dai servizi sociali – figlia e compagno furono raggiunti dalla misura del divieto di avvicinamento alla casa dell’anziano. E per un certo periodo al pensionato venne garantita anche una vigilanza esterna da parte delle forze dell’ordine per evitare che la coppia si avvicinasse di nuovo alla loro vittima.
Tra i testi dell’accusa, oltre alla figlia della vittima e sorella dell’accusa, ci sono le badanti che si occuparono dell’anziano, gli investigatori che seguirono le indagini e i vicini di casa chiamati a riferire quella che era la vita del pensionato schiacciato, per la Procura, dall’avidità della figlia.
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