Il Tirreno

Pontedera

Il lutto

Addio a don Edoardo, aveva aiutato il suo Congo grazie al cuore della gente di Fornacette

di Andreas Quirici

	Don Edouard Mawemba LimbolI
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Don Edouard Mawemba LimbolI

Il paese lo aveva accolto comprendendo subito la sua profonda capacità di creare empatia con le persone con cui aveva a che fare

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CALCINAIA. Era arrivato a Fornacette come tanti altri sacerdoti stranieri, davanti a una comunità che lo ha accolto comprendendo subito la sua profonda capacità di creare empatia con le persone con cui aveva a che fare. Ha lasciato il segno tra i fedeli della frazione di Calcinaia, tanto da coinvolgere numerosi cittadini nella raccolta fondi per la realizzazione di un pozzo e un sistema di alimentazione elettrica attraverso pannelli solari con l’obiettivo di portare acqua potabile al suo villaggio natale di Molunga, nella Repubblica popolare del Congo. E mercoledì 28 dicembre quando si è diffusa la notizia della morte di don Edoardo, al secolo Edouard Maweba Limboli la commozione è stata tanta.

«Con profondo dolore annunciamo che il nostro carissimo don Edoardo è tornato alla casa del Padre», hanno scritto i responsabili della pagina web Aiutamolunga.it, punto di riferimento per chi aiutava economicamente questa operazione umanitaria che è stata portata avanti anche dal gruppo del “Rosario vivente”. Al parroco è stato dedicato un ricordo sempre dall’associazione Aiuta Molunga: «Caro don Edoardo, avevi appena coronato, il tuo sogno: quello di costruire un pozzo per l’acqua potabile nel tuo villaggio Molunga, ma non solo, ne hai costruito un altro a Budjala, sede della tua università. Inoltre hai costruito una strada che dalle terre della palude porta alla terra ferma congiungendo, così più facilmente, le due comunità, agevolando gli scambi commerciali e gli aiuti umanitari. Il tuo popolo ti deve molto. Ma anche noi abbiamo ricevuto molto da te: la tua umanità, il tuo altruismo, la tua serenità, la tua ilarità, la tua profonda conoscenza teologica, la tua compagnia e non per ultimo la tua sincera e fraterna amicizia».

E ancora: «Ciao carissimo fratello, ora che sei a Casa, puoi aiutarci ancora di più: prega per tutti noi e per questo povero mondo. Ci mancherai sempre e sarai sempre nel nostro ricordo». Poi la pubblicazione di video e foto che don Edoardo ha inviato alla comunità di Fornacette la scorsa estate «per evidenziare l’estenuante lavoro per la costruzione dei due pozzi, a cui tu hai partecipato attivamente non sottraendoti alla fatica, come tua consuetudine». Infine, il saluto al sacerdote africano che così tanto bene ha trasmesso ai fedeli della parrocchia: «Un abbraccio forte forte da tutti noi».

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