Sicurezza
Addio Alessandro, chi era il “prof attore” della Valdera che difendeva gli ultimi
Ha formato generazioni di elettricisti all’Ipsia Pacinotti, poi la pensione e l’impegno nel mondo del teatro: lascia la moglie e due figli
PONTEDERA. Una figura carismatica conosciuta da tantissime persone sia per il suo lavoro d’insegnante all’istituto Ipsia Pacinotti di Pontedera, dove ha formato generazioni di elettricisti, sia per la sua grande passione, il teatro. Questo era Alessandro Tognarelli, morto all’età di 71 anni a causa di complicazioni dovute a una malattia che lo affliggeva da tempo. Lascia la moglie Lucia e i figli Stefano e Federico.
In pensione da anni, Tognarelli aveva fatto del suo amore per il teatro un modo per trasmettere il suo impegno sociale e umano. Protagonista sia con la compagnia del Teatro popolare di Treggiaia, che con i cantieri Osso del cane di numerosi spettacoli in Valdera. E la dimostrazione di quanto fosse apprezzato si è vista con i numerosi messaggi scritti sui social network dopo che la notizia della sua scomparsa si è diffusa a Pontedera e dintorni. Dal «Ciao Alessandro» del Teatro Inbiliko, al saluto della Corale Città di Pontedera: «Nel giorno di Natale ci hai lasciati, un po’ alla tua maniera, come nei vecchi film».
Poi l’ex presidente della filarmonica Volere è Potere, Eugenio leone: «Perdiamo un attore sagace; ricorderemo la tua professionalità nel curare i dettagli, la tua intelligenza e la tua grande capacità di entrare in empatia con il pubblico. Soprattutto ti ricorderò per la tua grande umanità e il tuo profondo senso di giustizia sociale, di difesa degli ultimi, valori che portavi in scena tutte le volte che decidevamo di fare qualcosa insieme. Pontedera perde un angelo». E il messaggio dell’assessore al sociale di Ponsacco, David Brogi: «Come i migliori artisti di commedia troverai in cielo palcoscenici dove porterai la tua bravura e la sottile ed acuta ironia non per ultima la tua bontà d’animo perché soprattutto eri un persona onesta e buona. Ciao Ale, che la terra ti sia lieve». Dal teatro di Capannoli hanno sottolineato il fatto che tutti lo conoscevano «come attore, regista, animatore ma noi apprezzavamo di te anche il tuo spirito irriverente, la schiettezza, il senso di giustizia, l’impegno per un mondo migliore che tu cercavi di rendere tale anche con la tua arte».
E poi i suoi compagni di viaggio di Cantieri Osso del cane: «Sei stato il grande demiurgo nella nascita dei Cantieri, ne sei stato lievito e sostanza, senza la tua generosa presenza, questo gruppo di sognatori non sarebbe stato capace di dare forma a tante delle nostre apparizioni in scena. La tua passione per il teatro ci ha fatto vivere momenti di intensa ilarità e profonda emozione. Abbiamo costruito giochi teatrali, improvvisazioni, commedie, teatro civile e impegnato. Giorni e notti passate a cercare quegli incastri necessari a far funzionare tutto, i meccanismi, le musiche, le luci, i suoni, abbiamo passato ore ed ore a provare e riprovare battute e movimenti. Tutto questo resta nei nostri pensieri e nei nostri cuori, hai saputo intrecciare solide relazioni con ognuno ed ognuno sa di portare con se un po' di Ale, generoso in scena, generoso fuori. I Cantieri si stringono attorno a Lucia a Stefano e Federico in questo momento di profondo dolore. Ciao Ale».
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