Gioco
Spunta una bomba in classe: paura al villaggio scolastico di Pontedera
Un docente ha visto un ordigno artigianale posizionato tra i banchi ed è subito scattata la chiamata ai carabinieri. All’Ipsia arriva il reparto artificieri direttamente da Firenze.
PONTEDERA. I carabinieri. Poi gli uomini del reparto artificieri arrivati da Firenze. La preoccupazione, la concitazione, un’aula messa in sicurezza e gli studenti fatti momentaneamente allontanare da banchi e zaini. La scelta di non evacuare la scuola. Quindi il sospiro di sollievo e il lieto fine. Cronaca di un’altra mattina di follia al villaggio scolastico di Pontedera. Niente a che vedere con il pestaggio tra ragazzini e il pugno di un prof a uno studente ripreso con un cellulare dei mesi scorsi. Stavolta a scuotere la quotidianità – nel quartiere di licei e istituti, frequentato ogni giorno da 5.500 ragazzi – è un allarme bomba.
La chiamata
Sembra una mattina come tante al villaggio scolastico. È l’ultimo giorno prima delle vacanze di Natale. Quando i carabinieri di Pontedera ricevono una telefonata dall’istituto professionale. «Venite, c’è un maxi ordigno esplosivo in classe». Uno scherzo? La suggestione di un professore particolarmente sensibile? No, è tutto vero. All’interno di una classe terza dell’Ipsia viene ritrovata una “cipolla”. Uno di quei petardi artigianali che di solito si vedono nei telegiornali tra le mani delle forze dell’ordine in seguito ai tradizionali sequestri di materiale esplosivo illegale e pericoloso alla vigilia dell’ultimo dell’anno. Qualcuno lo ha posizionato in classe, un docente lo ha visto e ha contattato subito le forze dell’ordine.
Il sopralluogo
Dopo la chiamata sul posto arrivano subito i carabinieri. Entrano nell’edificio, vedono quella bomba artigianale e decidono di contattare gli artificieri. Il reparto, però, deve arrivare da Firenze. C’è da attendere qualche decina di minuti, nella concitazione generale. Dalle scuole vicine ragazzi e prof si chiedono cosa stia succedendo all’Ipsia, si rincorrono diverse voci. Nel frattempo, dentro all’istituto professionale, gli studenti vengono fatti uscire dall’aula. I carabinieri cercano di tenere la situazione sotto controllo, senza creare allarmismi. E ci riescono, perché tutto fila liscio fino all’arrivo degli artificieri.
Il sospiro di sollievo
Vengono messe in atto tutte le procedure del caso. L’ordigno artigianale viene posto in sicurezza dal personale specializzato dell’Arma. Vengono anche ascoltati alcuni ragazzi per cercare di capire chi sia stato a piazzarlo in classe. Ma non emergono elementi particolarmente interessanti. Non sarebbe ancora venuto fuori il nome del responsabile, o dei responsabili, della ragazzata di cattivo gusto che ha bloccato le lezioni all’Ipsia Pacinotti.
Le indagini
I carabinieri ora lavorano per capire chi sia stato a lasciare quella “cipolla” piena di polvere esplosiva all’interno dell’aula della classe terza dell’Ipsia. Le indagini sono aperte e andranno avanti alla ricerca della verità. Per individuare gli autori di un gesto che ha causato attimi di apprensione e di preoccupazione a studenti e professori del Pacinotti e, in generale, del villaggio scolastico. l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=dfbe311)