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Marco, il macellaio dal cuore d’oro: «Mi chiamo Grisù, regalo sorrisi»

di Paola Silvi
Marco, il macellaio dal cuore d’oro: «Mi chiamo Grisù, regalo sorrisi»

Doni e gioia portati ai bambini e nelle residenze per anziani della Valdera

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PONTEDERA. Babbo Natale ha il naso rosso e occhiali verdi giganti sopra il classico cappello. Indossa un camice tutto colorato e spinge un trolley pieno di regalini e pupazzetti.

Gira per le piazze dei paesi della Valdera e li dona ai bambini che incontra. Ma, in queste ultime settimane lo aspettano anche nelle residenze sanitarie e quando arriva, regala ai nonni tanti sorrisi e qualche panettone che altrettante persone generose della zona lasciano gratuitamente nel box che ha allestito alla Coop di Pontedera, dove lavora. Perché questa è la versione natalizia di Grisù, all’anagrafe Marco Salutini, di professione macellaio e nel tempo libero clown terapista, che da oltre otto anni lavora con i piccoli pazienti pediatrici della Misericordia di Ponsacco, degli ospedali ma anche con gli anziani delle case di risposo del territorio. A colpi di risate, di gag, di storie e di simpatici regali, che sono la sua medicina, illumina giornate piovose, normali pomeriggi e, in passato pure il periodo cupo e solitario del Covid.

Con la pandemia Grisù non poteva più entrare nei reparti. Così aveva deciso di fare una bella sorpresa ai suoi giovani amici e di girare nelle vie della provincia, di suonare i campanelli, di mettersi fuori, in strada, dove i bimbi potevano vederlo dai balconi.

«Ora che le restrizioni si stanno allentando, con il permesso dei responsabili, ho allargato il mio tour all’interno delle Rsa che possono accogliermi. Ma non potevo andare a mani vuote. Così – racconta Salutini – ho deciso di darmi da fare con grande gioia». Allegria, leggerezza e amore al servizio della magia del Natale.

«Nei mesi scorsi ho attivato un passaparola tra i clienti. Ho chiesto se qualcuno, durante la sua spesa, poteva e voleva comprare un panettone, un pandoro da lasciare poi al box della Coop. La raccolta ha avuto un grande successo. E con questi doni speciali mi presento nelle case di risposo che possono aprirmi le porte e distribuisco gli auguri ai nonni».

Perché vestire i panni del clown è uno scambio di emozioni. Una passione. Parlare con gentilezza, sorridere aiuta sempre, anche quando c’è da combattere una battaglia seria contro la malattia o la solitudine della vecchiaia.

La solidarietà per Salutini, 56 anni, da sempre impegnato nel volontariato è all’ordine del giorno. Ma con l’avvicinarsi delle feste anche mangiare una fetta di panettone insieme è un gesto d’amore. La felicità delle piccole cose, una carezza, un regalino hanno una potenza che non può essere trascurata. E certo non la trascurano le persone anziane e i bambini. Quasi cento quelli che hanno fatto la prima comunione a Ponsacco e che, «un mese fa – aggiunge un altro aneddoto che gli riempie il cuore Salutini – hanno incontrato Grisù. E, in un giorno per loro importante, mi hanno inondato di pensierini e di peluches che desideravano che distribuissi ad altri meno fortunati di loro. È stato un momento bellissimo». Da Ponsacco a Pontedera, da Calci a San Giuliano, ormai il clown terapista è conosciuto. «Una gioia dietro l’altra. Sono anche stato dal Papa e sono nonno da dieci giorni. Per me è Natale tutto l’anno perché vado in giro sempre, quando posso a portare sorrisi porta a porta. E sempre c’è bisogno di donare affetto, speranza e serenità», conclude.

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