Sicurezza
Gesù in mezzo alla guerra, ecco il presepe-provocazione di don Armando Zappolini
Il parroco di Ponsacco da anni lancia messaggi attraverso la Natività Gesù avvolto dalla bandiera della pace e il menù delle spese militari
PONSACCO. Gesù Bambino è avvolto dalla bandiera della pace. Non è nella grotta di Betlemme ma circondato da articoli di giornale che raccontano episodi di guerra.
Da Putin che minaccia l’Ucraina ai profughi in trappola. Dall’inferno scatenato nel cuore dell’Europa al mancato asilo dei profughi. Si chiama “Il papa piange… Chi vende armi se la gode! ” l’interpretazione della Natività realizzata da don Armando Zappolini, parroco di Ponsacco. Immagini scomode di bombe, morte e desolazione. Rimandi taglienti a chi dalla spesa militare italiana guadagna e trae vantaggio. Dopo la Madonna e San Giuseppe circondati dal filo spinato, con tute mimetiche e indumenti logori protagonisti del presepe dello scorso anno, don Zappolini torna, come sua abitudine, a sconvolgere un po’ tutti. Stavolta il bambinello non nasce in una Fiat per esprimere vicinanza agli operai del Lingotto come nel 2002 o tra i rifiuti all’interno di un cassonetto per sensibilizzare contro lo smantellamento di un campo rom come nel 2018. Oggi la sveglia è per le coscienze addormentate dalla superficialità. Per chi crea trincee di superiorità e non si fa domande.
«Perché non si può lottare per la pace senza conoscere la storia e ricercare le radici che stanno alla base della guerra fra Russia e Ucraina. I gruppi che influenzano e si interessano delle armi drogano la verità – dice il parroco – raccontano fatti parziali». La guerra non è la soluzione dei problemi. La guerra è il problema. Sono le frasi che fanno da filo conduttore al presepe di Natale. «Un Natale che oggi più che mai deve scuotere l’animo di un attivismo cattolico, da tempo sopito. Non è più il momento di tacere, bisogna affrontare il periodo che stiamo vivendo senza ipocrisie, senza dimenticare o ignorare le cause delle ingiustizie e dei conflitti», spiega il prete di strada, impegnato sulla frontiera dell’accoglienza e nella lotta alle mafie e alle ludopatie.
Sopra la Natività, allestita con la collaborazione dei parrocchiani, campeggia un ironico menù natalizio, che elenca, come fossero primi o secondi da scegliere al ristorante, non a caso chiamato “Leonardo”, nome che nella realtà rimanda invece a un’azienda produttrice di armi, i soldi guadagnati dallo Stato Maggiore, dall’esercito, dalla marina e dall’aeronautica militare.
«In tre anni – si legge – il mercato delle armi è aumentato del 20%. E la musica, da un governo all’altro, non cambia: più profitti per i produttori di armi, meno fondi per l’inclusione sociale, l’educazione, la sanità e l’ambiente. E il conto lo pagano gli italiani». Chef d’eccezione dello speciale pranzo natalizio, riporta ancora l’insolita carta, Guido Crosetto, ex consulente esperto di Leonardo e attuale ministro della difesa. Insomma don Zappolini non ci gira tanto intorno. Il suo presepe sociale si concentra sulla guerra e sugli interessi economici che ne sono le fondamenta.
«Le guerre del nostro tempo – aggiunge – manifestano lo strapotere delle lobbies delle armi, che non viene turbato da niente e nessuno». Neppure dalle lacrime del Papa, come mostra un manifesto vicino al presepe che riporta le riflessione del pontefice. Si va avanti senza alcun rimorso, calpestando la sofferenza delle persone. Il paradosso è evidente. «Più la potenza di queste lobbies cresce, più la verità viene cancellata. Ne è una dimostrazione il conflitto in Ucraina, il frutto premeditato – continua – di azioni che da diverse decine di anni si sono attuate nel mondo». La bandiera della pace che abbraccia il bambin Gesù, rappresenta la frontiera che i cristiani devono presidiare. «I cristiani – conclude Zappolini – non possono restare in silenzio, essere indifferenti. Anche per questo nascerà a Ponsacco, per la diocesi di San Miniato, una sezione di Pax Christi, il movimento cattolico per la pace che ha trovato in don Tonino Bello un riferimento. Perché senza armi non ci sono guerre, ma solo pace, verità e giustizia».
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