Sicurezza
Pontedera senza luci di Natale, parla il sindaco: «Risparmiati 150mila euro, l’arte in centro? Vi dico quanto ci è costata»
La replica alle polemiche di chi si lamenta per una città “spenta” durante le festività: «L’alternativa era spegnere i lampioni. Le opere in corso Matteotti? A costo zero per i cittadini»
PONTEDERA. Corso Matteotti senza luci di Natale. E una valanga di polemiche. Sui social, nei bar, all’aperitivo. Ne parlano tutti. E l’argomento è esploso negli ultimi giorni, quando in centro sono apparse delle sculture che di natalizio hanno ben poco. Ora parla il sindaco. Lo aveva già fatto con un post sui social. Ma adesso, Matteo Franconi lascia da parte la filosofia ed entra nel merito.
«Perché è il momento – dice – di dire le cose fuori dai denti. Sento tante inesattezze, e qualche esponente politico locale si diverte a cavalcare falsità solo per fare polemica. Il Natale a Pontedera solitamente ha un costo di quasi 200mila euro. Quest’anno, anche in considerazione del rincaro del prezzo dell’energia, ci siamo trovati di fronte a una scelta di fondo. Allestire la solita illuminazione, magari dovendo spegnere i lampioni nelle strade per risparmiare energia, oppure abbandonare gli addobbi luminosi per un anno ma garantire la pubblica illuminazione? Noi – spiega Franconi – abbiamo fatto prevalere il buon senso».
I costi
Da anni l’allestimento natalizio a Pontedera «ha un costo – spiega Franconi – di circa 200mila euro. Stiamo parlando di 15 chilometri di fili. Perché al contrario di tanti altri posti noi non illuminiamo solo il centro storico per farci belli con chi viene a fare shopping, ma lo facciamo per chi a Pontedera ci vive. E quindi portiamo le luminarie in più di un quartiere». Il Natale di quest’anno, senza decorazioni luminose, avrà invece un costo «ben al di sotto di 50mila euro. Abbiamo deciso a settembre di procedere in questo modo, quando dal governo è arrivato un messaggio chiaro, che imponeva alle famiglie e alle pubbliche amministrazioni italiane di ridurre i costi legati all’energia. Compreso l’abbassamento del riscaldamento nelle scuole. Abbiamo risparmiato quasi 150mila euro senza luci di Natale». Poi Franconi si toglie un sassolino dalla scarpa. «Ho sentito dire che i commercianti avrebbero messo dei soldi per illuminare il centro, per un totale di circa 12-13mila euro. Ma cosa ci facciamo con quei soldi? Mettiamo due fili luminosi in corso Matteotti e basta? Le luminarie devono creare attrazione, e credo che tre lucine sul corso non avrebbero assolutamente dato un aspetto affascinante alla nostra zona pedonale. E voglio aggiungere un altro elemento che in molti troppo spesso dimenticano. Fino al 2019 i commercianti pagavano una parte degli allestimenti natalizi, ma con la mia amministrazione il Comune si è preso carico di tutto, evitando loro ogni tipo di spesa».
Le sculture
Niente di luci di Natale, ma una bella dose di arte. Comprese le installazioni appena posizionate in corso Matteotti che fanno già discutere. Franconi spiega: «La città di Pontedera è stata scelta dalla Galleria Contini di Venezia e Cortina, una realtà che lavora nel mondo dell’arte da più di 40 anni, per una collaborazione. Grazie a questo legame abbiamo realizzato una mostra a Palazzo Pretorio con le opere di Enzo Fiore, artista di fama internazionale che riproduce le opere dei grandi artisti del passato utilizzando elementi naturali, come erba e insetti (la mostra è visitabile fino al 10 aprile, nda)». E per quanto riguarda le opere in corso Matteotti – che a qualcuno ricordano addirittura figure sessuali – Franconi precisa: «Sono dell’artista coreano Park Eun Sun, realizzate plasmando e levigando marmo e granito in perfette forme geometriche, tutte accomunate da una spaccatura nella pietra». Ma quanto è costato tutto questo alla collettività? «Zero», risponde Franconi, che prosegue: «L’operazione non ha avuto alcun costo per la cittadinanza». Infine, il sindaco esce allo scoperto anche sull’indiscrezione che parla di un debito con la Reica Luminarie relativamente alle installazioni dello scorso anno. «Dei pagamenti si occupa da sempre la Fondazione Pontedera, che suddivide l’importo in diverse tranche. Lo ha sempre fatto. Non c’è alcun debito».
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