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Gli allagamenti, la crisi e la morte del padre: Benedetta fa rinascere la storica libreria di Ponsacco con cuore e coraggio

di Paola Silvi

	Benedetta e Adriano nella nuova libreria (Foto di Franco Silvi)
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Benedetta e Adriano nella nuova libreria (Foto di Franco Silvi)

«È stato un anno burrascoso – dice la titolare – e sono stata ad un passo da chiudere. In tanti, quando il negozio si è allagato, mi hanno aiutato e sostenuto. La Pubblica assistenza mi ha anche offerto una soluzione temporanea in un suo spazio. Ho resistito, nonostante i mesi a zero incasso»

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PONSACCO. Non si torna indietro. La vita della libreria Venagli è a Ponsacco. Dopo i due allegamenti estivi, le chiusure forzate prima per il Covid poi per risistemare i danni provocati dall’acqua, i mancati incassi e, non ultima certo per importanza, la morte del padre, Benedetta Venagli ha deciso di provarci di nuovo. Di scommettere ancora.

Perché le librerie sono anche un affare sentimentale e l’unica casa dei libri presente nella cittadina del mobile non poteva abbassare definitivamente la saracinesca. Gli abitanti e i 40 anni di storia del locale, aperto nel 1983 dai genitori, hanno addomesticato la sua inquietudine. E lei ringrazia inventandosi una nuova libreria, stavolta in via Primo Maggio che giovedì 15 dicembre ha inaugurato.

Una follia si è detta. Sì, ma lucidissima. E l’albero in legno, fatto artigianalmente con foglie e luci, che fa bella mostra di sé all’ingresso, racconta quella follia come un diario della rinascita. Non è solo la favola del bosco incantato che fa da leitmotive all’arredamento della libreria curato dall’amica Cristina Salvadori, ma un posto innovativo all’insegna del legame con la natura e con la la lettura, nato dalle difficoltà e dalle incertezze. Dove tante volte Benedetta ha pensato di mollare ma dove però alla fine la letteratura ha messo tutto in ordine e fa sognare, seppur con le sue domande, un nuovo inizio.

«È stato un anno burrascoso – dice la titolare della libreria Venagli – e sono stata ad un passo da chiudere. In tanti, quando il negozio si è allagato, mi hanno aiutato e sostenuto. La Pubblica Assistenza mi ha anche offerto una soluzione temporanea in un suo spazio. Ho resistito, nonostante i mesi a zero incasso. Per fortuna poi ho incontrato Adriano Cursi. Siamo diventati soci. E grazie ad un buon accordo con Sergio Pertici, proprietario dell’attuale fondo, ho visto la luce in fondo al tunnel. Riparto».

Venagli ripercorre gioie e ansie che le hanno cambiato la vita e le persone che si sono fatte in quattro per sostenerla. La libreria risorge e parla di una scelta senza ripensamenti. Di un bosco incantato dove i lettori possono immergersi appena solcata la soglia del negozio. «Per giocare, crescere, leggere – aggiunge – e imparare insieme, grandi e piccini». Qui, tra gli scaffali e i testi si respira il passato e si guarda al futuro. «Già da bambina – ricorda – dentro il box, mi circondavo di libri. Sono tornata a gestire la libreria dei miei nel 2019, alla morte di mia madre. Ora anche mio padre ci ha lasciato ma la libreria esiste».

Venagli è la testimonianza vera che si può tener duro ed essere in sintonia con i propri desideri. Non a caso il nuovo logo della libreria rappresenta una casa sull’albero con dentro un bambino che legge. «Ma tra le radici della quercia – continua – si intravede un cuore con all’interno le iniziali dei nomi di babbo Bernardo e mamma Antonella. Sono simboli che abbracciano le mie intenzioni. Da dove parto e dove voglio arrivare. L’idea insomma è quella di dare continuità alla tradizione e ai quattro decenni di attività commerciale della mia famiglia ma di impegnarsi a sviluppare la libreria, puntando sulla modernità. Da gennaio proponiamo corsi di pittura e laboratori creativi, eventi e un circolo letterario. Abbiamo altre due stanze che sfrutteremo al meglio». Perché anche lo spirito imprenditoriale vuole la sua parte. E anche il socio, Adriano Cursi, ha alle spalle un padre, storico orologiaio di Ponsacco.


 

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