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Aule al gelo e disagi, a Pontedera studenti e genitori manifestano: «Ci compriamo da soli i pennarelli per la lavagna»

di Paola Silvi
Aule al gelo e disagi, a Pontedera studenti e genitori manifestano: «Ci compriamo da soli i pennarelli per la lavagna»

I rappresentanti d’istituto: «La situazione è inaccettabile e non possiamo fare finta di niente così come non si può dire di provare a risolvere i disagi che poi puntualmente si ripresentano. Siamo stanchi»

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PONTEDERA.  Suona la campanella ma gli studenti di classico e scientifico del liceo XXV Aprile di Pontedera non entrano. Lo hanno annunciato e mantengono la promessa. Si sono organizzati e in tanti, si fermano al cancello. Arrivano a gruppi, sotto la pioggia. Con cartelli, striscioni, manifesti e megafono. Dopo i due giorni di sciopero per il freddo in aula, mercoledì 14 dicembre sono scesi in strada. «Fa freddo – dicono – ma non c’è poi tutta questa differenza tra fuori e dentro le classi».

Frozen a Pontedera

«La tuta da sci la voglio mettere in montagna non a scuola». Si legge su uno dei tanti cartelloni che gli studenti stringono tra le mani. «Se chiamo Elsa giriamo il remake di Frozen», oppure «il bue e l’asinello scaldano meglio». Comunicano il loro disappunto con slogan colorati e ironici ma i messaggi sono chiari e diretti. Sono nel piazzale, in semicerchio perché a scuola si gela. La caldaia va in tilt e i termosifoni fanno le bizze. «Siamo qua – dice Lorenzo Barbato, rappresentante d’istituto – per parlare dei problemi strutturali e smuovere la Provincia affinché si attivi il prima possibile. Il riscaldamento non funziona ma ci sono altre difficoltà da affrontare». E l’elenco è lungo e dettagliato. Dalle tapparelle bloccate delle finestre dell’edificio che accoglie il classico alle pareti piene di buchi, dalle infiltrazione sui soffitti ai tubi scoperti in bella mostra in alcune classi dello scientifico. E ancora, dalla mancanza dei pennarelli per la lavagna che i ragazzi comprano utilizzando risorse proprie a porte che non si chiudono, dalle maniglie difettose ai led che non si accendono. «Più volte abbiamo rischiato di rimanere prigionieri in aula», annunciano al microfono. Gli interventi si succedono e i dubbi si sommano: «È difficile disegnare al buio».

Protesta pacifica

I caloriferi sono la punta dell’iceberg di un immobile piuttosto fatiscente. «No allo studio in frigo», e «scuola gelata, lezione annullata», riportano non a caso altri fogli con caratteri in grassetto. «La situazione è inaccettabile – continua l’altra rappresentante degli studenti, Elisa Dini – e non possiamo fare finta di niente così come non si può dire di provare a risolvere i disagi che poi puntualmente si ripresentano. Siamo stanchi. Vogliamo lamentarci con la Provincia e con la dirigenza perché capiamo che la scuola, costruita negli anni Ottanta, sia una struttura vecchia e che non siamo i soli ad avere problemi. Ma qualcosa deve smuoversi». I ragazzi protestano pacificamente, si confrontano. Sperano in una scuola migliore dove poter svolgere le lezioni in tranquillità e sicurezza.

Sostegno dei genitori

E anche i genitori li appoggiano e li sostengono. «Hanno ragione. L’immobile è vecchio e richiederebbe interventi di risistemazione. Riteniamo – sottolinea Silvia Morelli, presidente del consiglio d’istituto a nome delle famiglie – che le condizioni in cui si svolge la didattica debbano essere adeguate, al passo coi tempi. La salute dei nostri figli viene prima di tutto e il ripristino di una centrale termica funzionante è la priorità. Avevamo chiesto alla Provincia, con cui abbiamo contatti giornalieri di anticipare l’installazione del nuovo impianto. Ma dal momento che sono necessarie altre tempistiche, auspichiamo la presenza dei tecnici ogni mattina a scuola per verificare la corretta accensione dei termosifoni. Il diritto alla studio e alla sicurezza dei luoghi deputati a svolgerlo non va assolutamente trascurato. Ci teniamo a far sentire la nostra presenza e chiediamo che il cambiamento più volte sostenuto dai ragazzi, venga affrontato con convinzione. Affinché, al di là delle indispensabili riqualificazioni di cui l’edificio azzurro soprattutto ha bisogno, vengano colmate le carenze che riguardano la formazione e la multimedialità per una scuola all’avanguardia».
 

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