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Latitante scovato a Santa Croce in manette insieme all’amico

Latitante scovato a Santa Croce in manette insieme all’amico

Era ricercato nell’ambito dell’operazione anti-droga Power 2. In casa dei due trovati dieci ovuli di eroina per un valore di 10mila euro

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SANTA CROCE. Il 15 novembre scorso erano riusciti a sfuggire alla cattura. Ma gli investigatori non si sono mai dati per vinti. Hanno continuato a seguire le loro tracce e, alla fine, li hanno scovati. I carabinieri della stazione di Pescia hanno arrestato i 3 ancora ricercati tra gli 11 indagati che erano stati colpiti dalle ordinanze cautelari emesse dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Pistoia al culmine dell’operazione “Powder 2”, che ha sgominato un giro di spaccio di droga in Valdinievole.

Due latitanti, di origine nordafricana, sono stati rintracciati a Montecatini: uno è finito in carcere a Prato, l’altro è stato messo agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Il terzo ricercato, di origine nigeriana, è stato individuato a Santa Croce sull’Arno, grazie a una minuziosa opera di intelligence. Una volta scoperta quale fosse l’abitazione in cui si nascondeva, i carabinieri si sono fatti aprire, trovando l’uomo in compagnia di un suo connazionale. Scattata la perquisizione, hanno scoperto numerose dosi di eroina pronte per lo spaccio e una decina di ovuli, ognuno contenente 10 grammi di stupefacente. In tutto, 135 grammi di eroina, per un valore di mercato di quasi 10mila euro. Oltre a eseguire la misura cautelare, i militari di Pescia hanno perciò proceduto ad arrestare i due in flagranza di reato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio in concorso: entrambi sono stati portati nel carcere di Pisa, a disposizione della locale autorità giudiziaria. L’operazione Power 2 aveva preso il via in seguito alla morte per overdose, il 13 dicembre 2021, di un 39enne ospite di una comunità terapeutica a San Quirico di Valleriana: il terzo decesso per droga avvenuto nel territorio di Pescia in pochi mesi. In seguito ai primi due casi, era nata l’operazione “Powder” (polvere), che lo scorso 6 settembre aveva portato all’arresto di una banda di 11 spacciatori magrebini da parte dei carabinieri di Pescia. Il filone d’inchiesta seguito al terzo decesso e denominato “Powder 2”, è sfociato in altre 11 misure cautelari (6 custodie in carcere, 4 arresti domiciliari e un obbligo di dimora), tre delle quali eseguito, appunto, in questi ultimi giorni.

Le indagini si sono concentrate nel ricostruire gli ultimi giorni del 39enne attraverso l’analisi dei suoi spostamenti e delle sue frequentazioni, l’acquisizione delle immagini delle telecamere nei comuni della Valdinievole e l’escussione di testimoni, che hanno permesso di accertare che lo stupefacente da lui consumato gli era stato ceduto da un altro ospite della comunità terapeutica, che aveva contatti frequenti con alcuni spacciatori della Valdinievole (è finito ai domiciliari con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato). Le indagini si sono poi indirizzate sugli spacciatori, attivi sul territorio di Montecatini, e individuati in un gruppo di giovani nordafricani con base operativa nella zona della stazione ferroviaria di Montecatini.

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di Redazione web