Toscana
Volterra, la cooperativa mantiene l’appalto della residenza degli anziani ma licenzia una sua dipendente
La Cgil contesta il provvedimento e chiede il reintegro immediato
VOLTERRA. La cooperativa ottiene il rinnovo dell’appalto alla residenza per anziani Santa Chiara di Volterra. La firma è di agosto, ma la partenza del “nuovo” servizio slitta al primo di dicembre. L’ultimo giorno di novembre viene consegnata una lettera a una dipendente della cooperativa, assunta a tempo indeterminato con questa dicitura: «Licenziata per giustificato motivo oggettivo, dovuto al venir meno del servizio nel quale lei è impiegata, dalla data del primo dicembre 2022». Un fatto grave, secondo Sonia Antoni, sindacalista della Funzione pubblica della Cgil che contesta il licenziamento e chiede un incontro all’azienda Santa Chiara, la cui proprietà appartiene al Comune di Volterra.
Secondo la rappresentante dei lavoratori, non c’è stata avvisaglia di quello che stava succedendo, solo «una lettera consegnata frettolosamente al termine di una riunione con i colleghi di lavoro, come fosse una comunicazione ordinaria e poi il buio profondo che si apre di fronte alla lavoratrice. Peccato che l’aggiudicazione della nuova gara è nuovamente in favore del precedente gestore e quindi in piena continuità del servizio, che la cooperativa sociale, invece, sostiene sia venuto meno. Il licenziamento è stato contestato, con richiesta d’immediato reintegro della lavoratrice».
Antoni sottolinea che si tratta di «una brutta e triste pagina per la nostra zona, che ci auguriamo possa essere recuperata. L’azienda di servizi alla persona Santa Chiara, con delibera del primo agosto, ha aggiudicato il servizio di Rsa, all’unica cooperativa che ha presentato l’offerta. Un bando di gara già costruito con pochissime risorse, su cui la cooperativa sociale, ha effettuato un ulteriore scellerato ribasso, che inevitabilmente è stato scaricato sui lavoratori».
Ma c’è altro, perché la ricostruzione fornita dalla rappresentante della Cgil parla della cooperativa ha avrebbe «deliberatamente scelto di eludere il confronto richiesto dal sindacato, violando quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro, impedendo di esaminare nel dettaglio le possibili implicazioni della nuova gara sul servizio e individuare eventuali soluzioni per tutelare l’occupazione, facendoci trovare di fronte al licenziamento».
Il comportamento ddella cooperativa viene definito «deplorevole e autoreferenziale». Mentre la definizione di “cooperativa, che sociale” sarebbe «solo sulla carta, perché quanto si è verificato è in profondo contrasto con suoi i valori fondanti. Una modalità che non aiuta a governare in modo equilibrato le gravi criticità che purtroppo le cooperative stanno attraversando da anni, per l’esiguità di risorse che la committenza pubblica destina agli appalti e per i mancati adeguamenti delle tariffe sui servizi erogati».
Inevitabile, quindi, l’intenzione di coinvolgere il consiglio d’amministrazione di Santa Chiara, affinché «impegni tutti i soggetti coinvolti a individuare soluzioni concrete per superare i disagi che si sono determinati a partire dal sostenere il reintegro della lavoratrice licenziata». In più, Antoni auspica che «questa drammatica vicenda, trovi anche un fronte di solidarietà e sostegno delle istituzioni e nella politica».
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