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Caso Grillaia: tre imputati per diffamazione al sindaco, c’è chi chiede un giudizio rapido

Pietro Barghigiani
Caso Grillaia: tre imputati per diffamazione al sindaco, c’è chi chiede un giudizio rapido

A processo anche l’artista Paco Paquito e un membro del comitato anti discarica

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CHIANNI. Li unisce l’accusa di aver diffamato il sindaco di Chianni Giacomo Tarrini sull’annosa vicenda della discarica della Grillaria e, diretta conseguenza, anche la condizione di imputati.

A dividerli è la scelta processuale adottata per affrontare un processo innescato da una serie di commenti postati su Facebook all’indirizzo del primo cittadino con attribuzioni di fatti e situazioni da codice penale che Tarrini ha ritenuto andassero oltre la legittimità attività di critica, anche quella più accalorata.

Sono tre imputati che devono rispondere di diffamazione aggravata.

Uno, del Nord Italia, ha chiesto la messa alla prova.

In pratica svolgerà lavori socialmente utili e all’esito positivo dell’esperienza – nel frattempo il processo viene sospeso – il reato verrà estinto. Una soluzione che risolve fuori dal Tribunale la vicenda senza lasciare strascichi giudiziari.

Il secondo imputato è Pasquale Vaira, conosciuto come Paco Paquito, anima e volto di Circusbandando, storico duo che mette in scena spettacoli di clown soprattutto per un pubblico di bambini.

L’artista ha scelto di farsi giudicare con rito abbreviato. È fissata a febbraio l’udienza in cui, sulla base degli atti e senza sentire testimoni, Vaira attenderà la sentenza.

L’altro e ultimo imputato è Ilio Dainelli, 71 anni, di Chianni, da una vita paladino ambientalista che si oppone con tutte le sue forze alla riapertura della discarica.

Difeso dall’avvocato Massima Baldocchi, il pensionato ha in corso un altro processo sempre per diffamazione.

Il sindaco Tarrini dopo aver letto i post considerati diffamatori si è affidato a un legale, l’avvocato Francesco Ziello Esposito e in occasione della prima udienza, in programma lunedì, si costituirà parte civile per la richiesta danni in caso di condanna.

I post risalgono all’aprile 2021. Frasi pesanti che hanno indotto la Procura, dopo la querela del sindaco, a chiedere il processo ai tre che «in concorso tra loro, con più azioni del medesimo disegno criminoso, offendevano l’onore il decoro del sindaco, a lui attribuendo condotte illecite in relazione al progetto di messa in sicurezza e chiusura del sito»l


 

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