Gioco
Furto in casa dell’assessore: rubati soldi e gioielli per migliaia di euro
«Mi sono svegliato di notte e ho visto il portagioie svuotato nel tinello»
FUCECCHIO. Da una parte la brutta sensazione di veder violata la propria privacy fra le quattro mura, dall’altra la consolazione (magra) di non essersi accorti di nulla mentre i ladri rovistavano nei loro effetti personali: domenica mattina l’assessore allo sport e al bilancio Fabio Gargani – noto anche per la sua attività di pediatra – ha avuto la spiacevole sorpresa di scoprire che qualcuno, prima che lui si svegliasse, si era intrufolato nell’abitazione dove vive con la moglie e aveva rubato contanti e gioielli. L’episodio si è verificato tra l’una e le cinque di domenica, perché Gargani alle 5,30 si è svegliato: «Mi son alzato e ho notato che c’erano alcuni cassetti e mobili aperti. Lì per lì non gli ho dato peso, poi però ho visto che c’era qualcosa che non andava nel tinello: il portagioie era stato svuotato, così come il mio portafoglio».
Dalla casa di Gargani è sparito anche un profumo di marca mentre la porta blindata non è stata danneggiata. «Non sappiamo come abbiano fatto – continua – perché non ci siamo accorti di nulla. I carabinieri ci hanno solo detto che questi malviventi sono capaci di superare porte di questo tipo senza fare rumore. E per fortuna che è andata così, che si sono limitati a rubare soldi e gioielli e non sono entrati nelle camere, perché sarebbe stato molto brutto da vivere. Dall’altra parte però dispiace perché pensi che una porta blindata ti possa proteggere ma non è così».
La refurtiva ammonta fra gioielli e soldi ad alcune migliaia di euro, mentre danni non ce ne sono stati; così come mancano totalmente segni di effrazione, a dimostrazione che i ladri hanno fatto un lavoro pulitissimo per poi far perdere le proprie tracce nella notte fucecchiese. La casa dell’assessore-pediatra si trova in via de Gasperi, nella zona delle Buche: siamo a due passi dalla Buca del Palio e da piazza Aldo Moro, quindi in un’area centrale di Fucecchio e non certo isolata; potenzialmente condizioni non favorevoli per chi vuol entrare in azione senza farsi scoprire ma tant’è, il colpo è andato a segno.
All’assessore Gargani non è rimasto che chiamare i carabinieri per un sopralluogo e poi andare il giorno successivo a sporgere denuncia nella caserma di piazza Montanelli. Al netto di questo rimane l’amarezza per aver ricevuto una visita non certo gradita nel luogo che si ritiene più sicuro e al riparo da pericoli: la propria abitazione.
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