Il Tirreno

Pontedera

Scuola in rivolta

Pontedera, al Liceo Montale ci sono 10 gradi. I ragazzi protestano «e lo faremo ancora, non ne possiamo più»

di Paola Silvi

	La protesta dei ragazzi del Montale 
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La protesta dei ragazzi del Montale 

In viale Africa sciopero anche per i bus, in via Puccini terzo giorno coi termosifoni spenti

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PONTEDERA. Il freddo e gli edifici inadeguati bloccano l’attività didattica di centinaia di studenti. Quelli che frequentano due delle tre sedi in cui è dislocato il liceo Montale. Perché se nella succursale di Fuori del Ponte anche mercoledì 30 novembre i ragazzi, per il terzo giorno consecutivo, sono rimasti a gambe e braccia incrociate nell’atrio dell’edificio in via Puccini, a protestare per la muffa nelle classi e per l’assenza di riscaldamento, a Palazzo blu non sono proprio entrati. In scena una manifestazione supportata dalla Rete degli studenti della Provincia, con tanto di striscioni poi appesi al cancello che circonda il complesso immobiliare. «L’era glaciale al Montale», si legge su uno dei molti cartelli colorati. E non a caso si sono chiamati, con l’ironia che da sempre li caratterizza, “I pinguini tattici liceali”.

La definizione calza a pennello «perché qui si brina», spiegano in coro gli alunni scesi nel piazzale. «Abbiamo deciso di non entrare – dicono Alessia e Aissa le rappresentanti d’istituto – perché in alcuni piani del palazzo la temperatura raggiunge i 18 gradi ma in tante altre, come il quarto e il quinto piano, non arriva a 14. La soglia è troppo bassa. Senza contare le scale e i corridoi, dove proprio il riscaldamento è spento e i gradi sono appena 10».

Nella prima parte della mattinata le classi hanno discusso e vari sono stati gli interventi al megafono. «Siamo limitati nello svolgimento regolare delle lezioni – continuano – e a causa dei malesseri dovuti alle temperature al di sotto della norma si crea un continuo disagio tra gli alunni e i docenti». Ma se «il clima polare» è un problema, in viale Africa, ce ne sono altri da risolvere. A cominciare dalla questione dei trasporti, che per i giovani non sono organizzati in maniera adeguata. «Intanto siamo confinati in questa zona e quando ci siamo iscritti al liceo davvero non abbiamo scelto questa collocazione. Qui non abbiamo a disposizione neppure un cortile recintato dove fare attività e siamo costretti a prendere più di un pullman per arrivare», aggiungono. E in effetti, chi ha bisogno di andare a scuola con i mezzi pubblici, oltre ai bus di linea che fermano alla stazione o allo stadio, deve salire su un’ulteriore navetta per raggiungere Palazzo blu. «Non solo l’ultima tratta non è gratuita, ma i mezzi di trasporto sono pochi. Spesso non tutti i ragazzi trovano posto e le corse sono solo di mattina. Chiediamo allora al Comune – proseguono le rappresentanti – di gestire i tragitti in modo più efficiente. Alla Provincia invece di sistemare l’impianto di riscaldamento e di accelerare i lavori al nuovo immobile al villaggio scolastico. Dicono che sarà pronto per il 2025, ma è una data troppo lontana. Non ci pare corretto, anche dal punto di vista relazionale, frequentare anni di scuola distaccati dai nostri coetanei».

Così, mentre a Palazzo blu gli studenti alzavano al cielo scritte in grassetto su «cervelli gelati e non concentrati» e immagini di orsi polari e pupazzi di neve, nell’altra sede di Fuori del Ponte, i ragazzi hanno ripetuto il sit-in. «La situazione non è migliorata. L’impianto non è ripartito e i termosifoni continuano a non funzionare», dice la rappresentante Bianca Baldanzi. Gli studenti non si arrendono. Non si fermano e si appellano alle istituzioni perché garantiscano il loro diritto allo studio.

Al termine della mattinata i liceali non si sbilanciano e pensano ad altri tipo di mobilitazione. «Vogliamo far sentire la nostra voce a chi dovrebbe tutelare la nostra istruzione e un futuro stabile. Se sarà necessario – ribadiscono a una voce dai due angoli cittadini in cui sono collocate le classi, oltre a quelle nella sede centrale di via Salcioli – faremo altro». E al vaglio, anche a detta dei rappresentanti dei genitori che, su questi temi, appoggiano i figli su tutta la linea, c’è una manifestazione in trasferta, davanti agli uffici della Provincia, a Pisa.


 

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