Toscana
Adriano va in pensione, Terricciola saluta il pilastro del Comune dopo oltre 40 anni di servizio: «Lascio una famiglia»
«Ci sono alcune persone che pensano unicamente allo stipendio, e quindi vengono a lavorare aspettando solamente l’ora per poter tornare a casa. Io non ho mai ragionato così, ho sempre percepito il mio lavoro come una missione»
TERRICCIOLA. Nella mattina di martedì 29 novembre, al termine del consiglio comunale, i consiglieri sono andati a cercarlo nel suo ufficio per una foto ricordo. «Adriano, come faremo senza di te?». Lui sorride e si emoziona, occhi lucidi e tanti ricordi.
Mercoledì 30 novembre per Adriano Bassi è l’ultimo giorno di lavoro all’ufficio tecnico del Comune di Terricciola. «Dopo più di 40 anni di servizio – racconta con un filo di emozione –. Entrai nella pubblica amministrazione a Volterra, nel giugno del 1978. Ero un ragazzino, si scriveva con la macchina da scrivere e non c’erano i computer». In un comune di poco meno di 5mila abitanti, le porte del municipio sono sempre aperte per i cittadini. Un’informazione, una lamentela, un saluto veloce. Il “Palazzo”, a Terricciola, è un luogo d’incontro. E il sorriso buono e caldo di Adriano ogni giorno fa da “cornice” all’attività di una pubblica amministrazione «di campagna», come dice lui stesso con fierezza.
Anche qui, però, lontano dal caos della città, le cose sono cambiate molto negli ultimi anni. «La verità – spiega Adriano Bassi – è che la tecnologia ha quasi azzerato i rapporti umani. Ricordo una volta, parecchi anni fa, di un signore che venne alla mia scrivania, con tono minaccioso, perché il terreno della sua vigna era passato edificabile. Era bello così, avere uno scambio diretto e continuo con la popolazione, nel bene e nel male».
Dal 1 dicembre, per la prima volta nella sua vita, a 67 anni, Adriano – accompagnato con Emilia, padre di Alessandra e Anna Paola – si alzerà al mattino da pensionato. «Non è una bella sensazione – confessa –. In queste settimane ho riordinato le mie cose, liberato la scrivania, e in più di un’occasione mi è scesa una lacrima. Questo per me non è soltanto lavoro, in Comune c’è la mia seconda famiglia». Gino Baldi, Giacomo Sanavio, Alessanro Guerrini, Maria Antonietta Fais e Mirko Bini. Adriano ha visto passare cinque sindaci. E a chi dice che quello da dipendente pubblico è un lavoro “comodo”, lui risponde così.
«Ci sono alcune persone che pensano unicamente allo stipendio, e quindi vengono a lavorare aspettando solamente l’ora per poter tornare a casa. Io non ho mai ragionato così, ho sempre percepito il mio lavoro come una missione». La grandezza della figura di Adriano Bassi è testimoniata dagli attestati di stima che piovono da tutte le parti.
«Una figura storica, sempre disponibile e sempre reperibile. Perdiamo un grande pezzo», dice il sindaco, Mirko Bini. «Competente, disponibile, professionale. Adriano è un fuoriclasse anche dal punto di vista umano», rincara la dose Elena Baldini Orlandini, consigliera di opposizione. Adriano ringrazia e infine rivela: «Ora potrò dedicarmi alle passeggiate in mezzo alla natura. La mia grande passione».
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