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Inchiesta Keu chiusa, parla la sindaca di Santa Croce finita tra gli indagati: «L’ho saputo dalla stampa»

di Nilo Di Modica
Inchiesta Keu chiusa, parla la sindaca di Santa Croce finita tra gli indagati: «L’ho saputo dalla stampa»

Nell’indagine anche il consigliere regionale del Pd, Andrea Pieroni, gli ex vertici dell’associazione conciatori e altri personaggi della concia che ruota attorno al depuratore Aquarno

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SANTA CROCE.  «Non ho ancora nessun documento in mano. Quello che so l’ho appreso dalla stampa. Appena avrò avuto modo di leggere le carte, parlerò». Così la sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda, a inaugurare, giovedì 24 novembre, la serie di commenti che si sono abbattuti fin dalla mattina sulla chiusura delle indagini dell’inchiesta Keu. Deidda è tra le persone indagate insieme al consigliere regionale del Pd, Andrea Pieroni, gli ex vertici dell’associazione conciatori e altri personaggi della concia che ruota attorno al depuratore Aquarno.

Lo snodo

Nell’indagine per smaltimento illecito di rifiuti della procura di Firenze, iniziata nell’aprile 2021, tutto ruota attorno al materiale derivante dalla depurazione delle acque provenienti dalle concerie, il Keu appunto. In questi giorni era attesa la chiusura delle indagini e puntualmente è arrivata. Uno snodo che, almeno nel Comprensorio, è commentato prima di tutto dal sindaco di San Miniato Simone Giglioli: «Bene che sia finita l’inchiesta, segno che la giustizia fa il suo corso. Chi ha sbagliato naturalmente pagherà, ma il processo non è ancora iniziato e non siamo di fronte ad una condanna».

Niente allacci

Di «quadro inquietante» parla, invece, una dei portavoce dell’assemblea permanente No Keu di Empoli, Samuela Marconcini: «I contorni che emergono sono probabilmente più estesi di quanto pensavamo all’inizio e sappiamo che la politica si sbrigherà a dire che non siamo di fronte a condanne – dice –. La questione giudiziaria per noi però è secondaria: è stata fondamentale nel far venire fuori il caso, ma il problema è la sostenibilità di un sistema. Ci chiediamo se possiamo andare avanti con un apparato produttivo che produce rifiuti che non sappiamo come smaltire. Abbiamo letto in questi giorni che a Peccioli, a seguito di uno studio portato avanti insieme all’Università di Pisa, si sta parlando di mettere in sicurezza il Keu presente nei terreni in situ. Ci chiediamo se lo stesso avverrà a Empoli dove tantissime famiglie, che vivono lungo l’ormai tristemente nota Strada 429, l’allaccio all’acquedotto comunale non c’è. Il Keu, invece, è sempre tutto sotto il manto stradale».

Pericolo criminalità

Tuonano, intanto, le forze politiche a livello provinciale e regionale. «Un intreccio tra politica, affari e criminalità per evitare i controlli ambientali e garantire lo smaltimento illecito dei rifiuti conciari con la collaborazione di imprese di cui si ipotizza il controllo della malavita – dicono dalla lista pisana Una Città in Comune e da Rifondazione Comunista Pisa –. Tutto conferma anche che tale intreccio vede coinvolti i vertici dell’Associazione Conciatori di Santa Croce e figure chiave del potere amministrativo locale e regionale del Partito democratico. A distanza di più di un anno da quando è emersa pubblicamente l’inchiesta, le bonifiche non sono partite: il risultato è che, a fronte di profitti illeciti restano ancora contaminate aree in provincia. Che il distretto del cuoio fosse permeabile all’ingresso della criminalità organizzata era emerso chiaramente già nel 2018 con l’inchiesta “Vello d’oro” della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. Da anni ripetiamo che il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nella nostra Regione è una priorità assoluta. Questa inchiesta ne è un’ulteriore e gravissima conferma, che imporrebbe ben altre scelte rispetto a quelle che si stanno prendendo. Infatti a ogni livello si sta procedendo ad allentare vincoli e controlli, aumentando le deroghe e la deregolamentazione a favore degli interessi delle aziende e dei profitti privati».

Deroghe e sistema

Secondo la deputata di Forza Italia eletta in Toscana, Erica Mazzetti, «il Pd in Regione Toscana ha sempre evitato di chiarire a fondo la vicenda. Del resto, a ricevere gli avvisi di garanzia ci sono anche dirigenti di enti pubblici e politici. Per quanto riguarda la Commissione di cui faccio parte, farò il massimo per sostenere la richiesta di giustizia dei cittadini». La consigliera regionale della Lega Elena Meini, invece, parla di «fatto molto importante che servirà a fare chiarezza. Un sistema che ha goduto di finanziamenti pubblici e di deroghe. Nella relazione di minoranza abbiamo evidenziato tutte le criticità di un sistema che ha agito in modo non trasparente, ma soprattutto senza una chiara rendicontazione. Abbiamo anche evidenziato come il sistema di deroghe sia stato strutturato su un progetto ancora fumoso e non certo, in termini di efficacia, che di fatto si è concretizzato nel non rispetto dei parametri di legge. Rimane, poi, ancora aperta la questione politica ed istituzionale, che ha riguardato il famoso “emendamento” e il ruolo dell’allora presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. Ma c’è anche la questione della nomina del capo di gabinetto Ledo Gori, che fu fatta dal neo presidente della giunta all’indomani della sua proclamazione».

Gravi ripercussioni

Meini aggiunge che «a fronte di finanziamenti che potrebbero essere stati indebitamente erogati per spese estranee all’accordo di programma, in quanto non pertinenti o non previste, si potrebbero aprire scenari preoccupanti per tutto il distretto tali da avere gravi ripercussioni anche verso moltissime società, imprenditori e lavoratori che hanno da sempre rispettato le leggi. Infine, sempre dal punto di vista politico-istituzionale, sarebbe stato almeno opportuno un ridimensionamento del ruolo dell’attuale dirigente del settore ambiente, Edo Bernini, che nonostante le gravi ipotesi di reato continua a ricoprire un ruolo delicato quanto strategico, cioè quello dei controlli e autorizzazioni ambientali, e che ha oltretutto firmato il parere della Regione sulla nave gasiera di Piombino».

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