Uccise la moglie a coltellate: disposto il sequestro dei beni di Nicola Stefanini
Rinviato a giudizio il 49enne di Volterra: niente rito abbreviato né perizia psichiatrica
VOLTERRA. Il giudice dell’udienza preliminare ha accordato il sequestro conservativo in favore dei figli di Silvia Manetti, la donna di 45 anni originaria di Altopascio uccisa con sedici coltellate dal convivente Nicola Stefanini, quarantanove anni, la sera dell’11 agosto 2021, nell’auto con la quale la coppia stava tornando a casa da una cena per l’anniversario.
La richiesta per 600mila euro è stata presentata dal legale e tutore dei figli minorenni, l’avvocato Michele Giorgetti di Lucca, nel corso dell’udienza nella quale è stato deciso il rinvio al giudizio dell’assise per l’uomo: il processo inizierà il 21 dicembre di fronte al collegio presieduto da Adolfo Di Zenzo.
Nella stessa udienza è stata anche respinta dal gip l’istanza di perizia psichiatrica formulata dal difensore di Stefanini, l’avvocato Tommaso Galletti, che ha chiesto l’accertamento della capacità di intendere e volere al momento del fatto.
Il pm Carmine Nuzzo (per la collega Anna Pensabene) si era detto contrario, così come i difensori dei familiari (l’avvocato Riccardo Gambi di Lucca rappresenta la sorella Alessandra Manetti e la madre Sandra Miniati), tutti costituiti parte civile.
Contrarie le parti anche alla richiesta di rito abbreviato avanzata ancora dalla difesa di Stefanini: l’avvocato Galletti aveva sollecitato il rito alternativo sostenendo che il divieto di ammissione doveva essere applicato solo nei casi di ergastolo e non, come in questo, di omicidio volontario senza aggravanti.
In questo caso, ha invece osservato il giudice, la pena dell’ergastolo è da prevedere e dunque il rito abbreviato non può essere concesso.
Il femminicidio era avvenuto nel Fiat Doblò condotto da Stefanini, originario di Volterra.
Ci sarebbe stata una lite a proposito di un acquisto di sostanza stupefacente, Stefanini avrebbe colpito la compagna ripetutamente al collo, ferendola alla carotide e alla giugulare: uno scannamento che avrebbe causato la morte immediata. Il coltello, dalla lama lunga 9,5 centimetri, costituisce l’oggetto della seconda imputazione, perché sarebbe stato portato abusivamente fuori dall’abitazione.
A Stefanini viene inoltre imputato il reato di danneggiamento, perché quella notte avrebbe sfondato a calci il vetro di un’auto di servizio dei carabinieri. L’Arma, individuata dalla Procura come parte offesa, non si è presentata in aula. Stefanini, invece, era presente all’udienza preliminare che ha deciso per il rinvio a giudizio.
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